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Cronache

 "Io purtroppo mi trovo catapultato in una situazione pazzesca. Sono tranquillo perchè innocente. Certo, tranquillo come si può essere con un'accusa così pesante".

Risponde cosi' Riccardo Menenti, artigiano 53enne originario di Roma, indagato per l'omicidio di Alessandro Polizzi avvenuto lunedi' notte a Perugia, e padre di Valerio, l'altro indagato.

"Prima eravamo in una condizione di vittime - spiega raggiunto telefonicamente - dato che mio figlio nel giro di due mesi ha subito tre aggressioni. Poi succede una cosa pazzesca, folle, e improvvisamente ci ritroviamo dalla parte del carnefice".

Sui motivi delle liti tra Valerio e Alessandro, Riccardo Menenti suppone che "l'innesco probabilmente e' la ragazza, che e' stata prima con uno e poi con l'altro. Se esistono complicanze oltre a questo, a dire la verita', non glielo so dire".

La notte del delitto Menenti dice di averla trascorsa nella sua casa di Todi. "Ci siamo rimasti fino alle 7 di mattina - precisa -, quando siamo andati da Valerio in ospedale, perche' doveva essere operato".

Sulle indagini, il 53enne dice che la polizia ha già fatto due perquisizioni totali delle nostre case, a Ponte San Giovanni e Todi, hanno portato via le nostre macchine. Poi ci hanno fatto il tampone (lo stub, ndr)". Quanto alla pistola, Menenti afferma: "Non ho mai avuto nessuna arma".

Ha trascorso la notte insieme ai suoi familiari in una località che viene mantenuta segreta, Julia Tosti, la ragazza rimasta ferita a una mano nell'omicidio del fidanzato.

La giovane era stata dimessa  dall'ospedale. "È ancora molto scossa" ha detto l'avvocato Luca Maori, che l'assiste. Dopo l'autopsia non è stato ancora fissato il funerale del fidanzato.

La salma non è stata infatti ancora messa a disposizione della famiglia. Sull'indagine  viene mantenuto il riserbo più assoluto. A condurla la squadra mobile di Perugia..

Gli investigatori della squadra mobile perugina continuano a indagare in tutte le direzioni, ma la pista privilegiata è quella dell'omicidio per vendetta.

Gli accertamenti sono concentrati soprattutto sulla vita privata e personale del giovane ucciso. Qualche sera prima del delitto ci sarebbe stata infatti una violenta lite durante la quale Alessandro Polizzi avrebbe rotto il naso proprio all'ex fidanzato di Julia. Ma il suo alibi sembrava inattaccabile: la notte del delitto, infatti, secondo indiscrezioni, era ancora ricoverato in ospedale proprio per le lesioni riportate nella lite con Polizzi.

L'avvocato Luca Maori, che assiste la famiglia ha detto: "Julia sta fisicamente bene  ma è psicologicamente distrutta. Confidiamo nel lavoro degli inquirenti perché il caso venga risolto al più presto. Apprezziamo particolarmente il riserbo assoluto nel quale stanno lavorando". Sull'omicidio del giovane e sul ferimento della fidanzata sono in corso indagini della squadra mobile della questura.

IL PADRE DELLA RAGAZZA - "Se non fosse stato per Alessandro, ora Julia sarebbe morta". Questa frase la pronunciata da Massimo Tosti, papà della giovane 19enne ferita a un braccio martedì notte, intorno alle tre, da un uomo incappucciato che a colpi di pistola ha ucciso il suo ragazzo, Alessandro Polizzi.

I due stavano dormendo nell'abitazione della nonna di lei. Il Corriere dell'Umbria riporta le parole del padre di Julia: "L'assassino era andato lì per Julia, era lei l'obiettivo. Alessandro si sarà speso per proteggerla, come sempre, come aveva fatto già tante altre volte in questi mesi". Il padre della ragazza, continua il quotidiano umbro, è convinto che il killer fosse andato lì per far del male a sua figlia: "Mi guardo bene dall'accusare qualcuno senza prove però è chiaro che chi è andato lì, nell'appartamento, lo ha fatto per far del male a lei, per quali ragioni, o mandato da chi, non lo so dire".

LA DINAMICA DELL'OMICIDIO

Alessandro Polizzi è stato raggiunto da almeno due colpi di pistola, una Beretta 34 calibro 9, tra testa e torace. E' quanto trapela al termine dell'ispezione cadaverica eseguita dalle dottoresse Laura Paglicci Reattelli e Annamaria Verdelli nell'istituto di medicina legale dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Sarà comunque l'autopsia a dare risposte più certe sulla dinamica. L'arma è stata trovata dagli inquirenti all'interno dell'appartamento di via Ricci a Perugia. La scientifica è ancora sul posto per i rilievi.

Insieme al ragazzo di 24 anni è stata ferita anche una ragazza 20enne,  Julia Tosti.  La ragazza si trova ricoverata sotto shock nel reparto di Ortopedia del Santa Maria della Misericordia di Perugia. Gli inquirenti l'avrebbero gia' ascoltata per riuscire a dare un nome e un volto all'omicida. A quanto si apprende dopo aver ucciso Polizzi, un uomo a volto coperto l'avrebbe aggredita nel tentativo di ucciderla.

E' anche emerso che  Alessandro Polizzi era stato denunciato per lesioni pochi giorni fa. Secondo quanto si è appreso a sporgere denuncia è stata una ragazza che, ai carabinieri, ha riferito che venerdi' notte si trovava in compagnia dell'ex fidanzato di Julia Tosti, attuale compagna di Polizzi, a mangiare un panino presso un ambulante all'esterno di una nota discoteca di Perugia. Polizzi - è quanto riferito dalla ragazza ai militari - li avrebbe aggrediti picchiando violentemente il ragazzo che era con lei. Il giovane, che ha avuto 30 giorno di prognosi, si trova attualmente ricoverato all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Non e' chiaro il motivo della lite tra i due.

Un vicino di casa racconta di aver sentito un "grande trambusto, come di mobili rovesciati" proprio intorno alle 3. Gli uomini della mobile, guidati dal vice questore aggiunto Marco Chiacchiera stanno lavorando per ricostruire a dinamica esatta di quanto avvenuto nell'appartamento al terzo piano di via Ettore Ricci 14.

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