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Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, ennesimo scivolone di Libero: cambia il titolo quando scopre che il killer è italiano

Libero e l’ennesimo scivolone contro lo straniero di turno

Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, ennesimo scivolone di Libero: cambia il titolo quando scopre che il killer è italiano
polizia roma

Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, l’ennesimo scivolone di Libero

Arriva l’ennesimo scivolone di Libero che prima punta il dito contro lo straniero di turno e poi corre ai ripari facendo le opportune correzioni. Questa volta a finire sotto tiro è il caso di Reggio Emilia: sul quotidiano diretto da Alessandro Sallusti in un primo momento si legge infatti un articolo dal titolo: “Reggio Emilia, ‘Fammi una pizza gratis’. E lo straniero ammazza il pizzaiolo”. Un riferimento poi scomparso poche ore dopo, quando gli investigatori hanno identificato il responsabile. Il titolo quindi è stato modificato in “Reggio Emilia, ‘Fammi una pizza gratis’. E ammazza il pizzaiolo, eliminando il riferimento alla nazionalità. Uno schema analogo utilizzato anche da Nicola Porro sul suo sito: sullo stesso caso la prima versione del titolo era: “Dammi una pizza gratis”. Poi il killer straniero ammazza il pizzaiolo, corretta successivamente in: “Dammi una pizza gratis”. Poi il killer ammazza il pizzaiolo: è italiano. Sarà tutta colpa della fretta?

Che cosa è successo realmente a Reggio Emilia

Nella tarda serata di lunedì, Raffaele Stipa, 60 anni, originario di Capo d’Orlando (Messina) e titolare da anni della pizzeria “Yoghi”, è stato ucciso da Andrea Pellati, 43 anni, italiano, nato e residente in città, abitante a pochi metri dal locale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe chiesto una pizza gratis. Di fronte al rifiuto del pizzaiolo-che gli avrebbe ricordato di avergliene già offerte in passato- il 43enne avrebbe estratto un coltello colpendolo mortalmente prima di allontanarsi. Nella notte la polizia ha fermato Pellati. Durante l’aggressione è rimasta ferita anche la sorella della vittima, intervenuta per difendere il fratello. Nelle ore successive al delitto, davanti alla pizzeria si è radunata una piccola folla di amici, clienti e residenti del quartiere per ricordare Stipa, descritto come una persona gentile e molto conosciuta in zona, dove lavorava da oltre vent’anni.

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