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Cronache

"Cena, bunga bunga e poi sesso. Tutto per il divertimento di Berlusconi". Dura requisitoria del pubblico ministero: "Elementi d'accusa univoci nei confronti del Cavaliere". Anna Maria Fiorillo, sentita come testimone, conferma di non aver mai cambiato la sua decisione su Karima anche dopo la telefonata della questura che la qualificava come nipote di Mubarak: "Doveva andare in una comunità protetta. Non volevo affidarla a Nicole Minetti ma la questura non mi ascoltò". Poi attacca Maroni: "In parlamento offese la mia onorabilità". La requisitoria terminerà venerdì con la richiesta di condanna.

LA CRONACA DELL'UDIENZA

PM, SESSO ANCHE IN CAMBIO DI INSERIMENTO IN POLITICA - Il sistema prostitutivo "a vantaggio di Berlusconi" prevedeva la retribuzione delle ragazze da parte dell'ex premier come corrispettivo degli atti sessuali compiuti. Denaro in contanti o con bonifici, le case in via Olgettina, ma anche "prospettive di inserimento professionale e anche politico delle giovani donne". E' uno dei passaggi della requisitoria del pm Sangermano al processo Ruby. Per il magistrato, le cene di Arcore erano "eventi organizzati al fine di compiacere la concupiscenza intesa come desiderio di incontri intimi". "E' totalmente falso - dice - che le cene di Arcore fossero incontri conviviali allietati da qualche scena di burlesque".

GHEDINI, RICOSTRUZIONE CHE NON C'ENTRA CON CAPO IMPUTAZIONE - Quella fatta oggi dal pm Sangermano "e' una ricostruzione squisitamente di parte per giustificare le indagini e le intercettazioni e dare conto delle ragioni che hanno portato la procura a investigare su queste cene che non c'entrano nulla con il capo di imputazione. Oggi non si e' parlato degli indizi relativi alla telefonata in questura e degli asseriti rapporti sessuali con Ruby, ma si e' ricostruito il contenuto delle cene sulla base di alcuni frammenti di testimonianze smentite da altri". Sulla possibilita' che la procura apra un'inchiesta a carico di Berlusconi su presunta corruzione delle testimoni che vengono retribuite con 2.500 euro al mese dal Cavaliere, Ghedini ribatte: "Se il pm ha qualcosa da contestare lo fara'. Certo sarebbe peculiare visto che Berlusconi versa questo contributo alla luce del sole, non c'e' nulla di segreto ed e' una cosa nota alla procura da un paio di anni".

REQUISITORIA SI CONCLUDERA' 8 MARZO CON RICHIESTA PENA - La requisitoria del processo Ruby, cominciata oggi dal pm Antonio Sangermano, verra' conclusa nella prossima udienza dell'8 marzo. In quella data il procuratore aggiunto, Ilda Boccasini, chiedera' la pena per Silvio Berlusconi imputato per concussione e prostituzione minorile. 

PM, SISTEMA PROSTITUZIONE LESIVO DIGNITA' GENERE UMANO - Il "meccanismo selettivo e istigatorio" delle giovani ragazze destinate a prostituirsi ad Arcore orchestrato da parte di Mora e Fede avveniva "in modo complesso e raffinato" ed era "lesivo della dignita' del genere umano". Usa parole severe il pm Antonio Sangermano per descrivere il ruolo di Emilio Fede e Lele Mora nelle serate ad Arcore. "Sapevano perfettamente quello che accadeva nelle serate - affonda il pm - e si adoperavano per inserire nuove ragazze. Non a caso Fede si arrabbia parlando con Mora quando Bonasia inizia ad intrattenere un rapporto privilegiato con Berlusconi perche' incepperebbe il sistema estromettendo gli organizzatori".

PM, RAGAZZE ANSIOSE E IN COMPETIZIONE PER RESTARE DORMIRE - Parla di "ansia delle ragazze per restare a dormire ad Arcore" il pm Sangermano in un passaggio della requisitoria nel processo Ruby. Una "competizione che emerge dalle intercettazioni", spiega il pm. Sempre dalle conversazioni captate dagli inquirenti "emerge in maniera lampante la terza fase delle serate ad Arcore". Il pm porta ad esempio un colloquio tra Minetti e Barbara Faggioli che parlano di come Berlusconi abbia "perso la testa" per Roberta Bonasia, "con riferimenti alla sfera intima, cioe' al gradimento che la Bonasia riceveva da Berlusconi" e "con recriminazioni sulle scelte fatte delle persone da tenere a dormire e agli emolumenti".

PM, MACROSCOPICA ANOMALIA DI BERLUSCONI PAGARE TESTIMONI - Non erano cene eleganti, ne' spettacoli di burlesque, ma un "collaudato sistema prostitutivo", un "mercimonio sessuale", in cui "non si puo' non sottolineare la macroscopica anomalia dell'imputato che ha iniziato a remunerare i testimoni a suo carico con 2.500 euro mensili". Ad affermarlo e' il pm Antonio Sangermano nella sua requisitoria contro Silvio Berlusconi imputato nel processo sul caso Ruby. L'accusa e' certa di poter dimostrare il "nesso tra cio' che avveniva ad Arcore e cio' che avvenne in questura la sera del 27 maggio 2010", quando Ruby venne portata in Questura e affidata alla Minetti.

PM, LEI E NICOLE MINETTI PARTE INTEGRANTE PROSTITUZIONE - Ruby "era parte integrante del sistema prostitutivo". Lo ha affermato il pm Sangermano durante la requisitoria del processo che vede imputato Berlusconi. Il magistrato ha anche definito il ruolo di Nicole Minetti come "protagonista attiva delle serate di Arcore" e "che svolgeva un ruolo particolarmente delicato nell'ambito del procedimento compiendo ella personalmente atti prostitutivi prendendo denaro da Berlusconi" e "svolgendo un ruolo fondamentale ovvero l'attivita' di intermediatrice e agevolatrice dell'altrui prostituzione".

PM, CENA; BUNGA BUNGA E POI SESSO CON BERLUSCONI - Erano tre le fasi che scandivano le serate ad Arcore secondo la ricostruzione che il pm Sangermano sta svolgendo nell'aula del processo Ruby: "la cena, che talora vedeva gia' contatti di natura sessuale tra Berlusconi, Fede che era presente e intermediario, e le ragazze; il bunga bunga, che non e' un'invenzione ma e' stato cosi' definito dalle ragazze, dove i momenti di natura sessuale diventavano piu'' espliciti con spogliarelli e atti di natura erotica; la terza fase in cui alcune ospiti s'intrattenevano nella villa di Berlusconi, ottenendo un quid pluris economico, tanto da scatenare una competizione tra loro".

PM, ARCORE SISTEMA PROSTITUTIVO DIVERTIMENTO BERLUSCONI "La cena ad Arcore era un collaudato sistema prostitutivo per il divertimento di Berlusconi". E' quanto sostiene il Pm Antonio Sangermano nella sua requisitoria al processo Ruby.

RUBY: PM, ELEMENTI DI PROVA UNIVOCI CONTRO BERLUSCONI - "Gli elementi di prova convergono univocamente ad attestare la responsabilità dell'imputato". E' cominciata con queste parole la requisitoria del pm Antonio Sangermano al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi. La requisitoria dovrebbe terminare venerdi' quando prendera' la parola il pm Ilda Boccassini.

CHIUSO DIBATTIMENTO, FORSE REQUISITORIA IN GIORNATA - Con la bocciatura di nuovi testimoni chiesti dalla difesa (tra i quali George Cloney e Cristiano Ronaldo) si e' chiusa l'istruttoria dibattimentale del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi e' accusato di concussione e prostituzione minorile. Il presidente del collegio dei giudici, Giulia Turri, ha chiesto al pm Antonio Sangermano e al procuratore aggiunto Ilda Boccassini se fossero pronti per la requisitoria gia' oggi. Ricevuto da loro il consenso, ha fissato l'inizio della requisitoria alle 14 di oggi, ma gli avvocati di Berlusconi, Piero Longo e Niccolo' Ghedini, si sono opposti sostenendo che rimandare di qualche giorno non cambierebbe nulla, visto che il processo si e' praticamente concluso. A questo punto, il giudice Turri ha invitato le parti a confrontarsi e ha sospeso l'udienza fino alle 14.

PM MINORI, DA MARONI ATTACCO A MIA MORALITA' - "Ritengo che l'allora Ministro Maroni quando ando' in Parlamento e disse che la minore Ruby era stata affidata dalla Polizia alla Minetti secondo le indicazioni del magistrato disse una cosa che attaccava la mia moralita' di magistrato perche' nessun magistrato degno di questo nome avrebbe potuto fare una cosa del genere". Lo ha affermato il pm dei Minori Anna Maria Fiorillo, rispondendo alle domande dei legali di Berlusconi al processo Ruby sulle ragioni che la spinsero a presentare un'iniziativa a sua tutela al Csm dopo le parole di Maroni. "Com'e' finita questa vicenda?", domanda Ghedini. "Con una decisione salomonica - risponde Fiorillo - e' stato detto che questo processo chiarira' i fatti e che Maroni non aveva intenzione di offendermi". Fiorillo ha ribadito di avere sempre "mantenuto ferma la mia disposizione, che Ruby andasse in comunita'", chiarendo che "rarissimamente una minore viene affidata a estranei, nel due per cento dei casi, e poi ricordiamoci che questa minore era sospettata di prostituzione".

PM FIORILLO, TUTT'AL PIU' ERA NIPOTE DI RE MAROCCO... - "Quando il commissario Iafrate mi disse che la Minetti si offriva di prendere in affido Ruby perche' era la nipote di Mubarak, rimasi incredula e dissi: 'ma se mi avete detto che e' marocchina, tutt'al piu' e' la nipote del re del Marocco...". Lo ha affermato il pm dei Minori Anna Maria Fiorillo, sentita nel processo Ruby. "Dissi che avrebbero potuto affidarla alla Minetti - e' la versione della Fiorillo - solo a due condizioni: che fosse identificata e che ci fossero i documento chiesti dalla legge per avere titolo a chiedere l'affidamento. Che ci fosse un intervento del Consolato o dell'ambasciata, in mancanza di comunicazioni coi genitori". "La Iafrate - ricorda la teste - faceva molto fatica ad ascoltarmi, era un fiume di parole, come se facesse un monologo e procedeva verso un obiettivo, che era effettuare l'affidamento. Da parte mia ci furono toni molto decisi, le dissi che non m'interessava che questa persona svolgesse un incarico pubblico. Fu una telefonata indimenticabile, in dieci anni di lavoro non mi e' mai successo che ci fosse una persona che non voleva ascoltarmi".

FIORILLO, DISSERO AFFIDO A MINETTI PERCHE' NIPOTE MUBARAK - Torna in aula al processo Ruby, la questione della parentela con Mubarak della giovane marocchina. A parlarne e' il Pm dei minori Fiorillo Anna Maria Fiorillo che spiega di averlo sentito dire dal commissario Iafrate giustificando cosi' l'interessamento della consilgliera Nicole Minetti. Fiorillo, nella sua deposizione premette: "La ragazza doveva essere fotosegnalata, dissi a Cafaro (agente di polizia in servizio quella sera ndr), e portata in una comunita' protetta cosi' la smette di prenderci in giro", prosegue precisando di essere rimasta "contrariata" dall'atteggiamento dell'agente della Polizia "perche' mi sembrava ci fosse una tendenza da parte sua a sminuire gli avvenimenti". "Tornata a casa - continua la teste - alle undici e mezza ricevetti una telefonata dalla Questura da parte di Landolfi il quale mi disse che non c'erano posti in comunita' per la minorenne. Io gli risposi che non era possibile e suggerii la comunita' 'La Zattera'. Mi disse che la ragazza poteva essere presa in affidamento da una persona che si era presentata ma non fu molto preciso". "Intorno alla mezzanotte - e la Fiorillo entra nel 'cuore' della vicenda che e' costata a Berlusconi l'accusa di concussione - mi chiamo' il commissario Iafrate che mi disse che non c'erano posti in comunita' e che si era presentata una commissaria ministeriale, tale Minetti, disponibile a prendere la ragazza. Dissi di spiegarmi la carica di consigliera ministeriale che non conoscevo e chiesi a quale titolo questa persona si offriva per l'affidamento. Alla prima domanda non rispose, alla seconda si', e affermo' che questa persona si era incaricata dell'affido perche' la ragazza era la nipote egiziana di Mubarak".

FIORILLO, SOSPETTAI FOSSE PROSTITUTA,INFASTIDITA DA IAFRATE - Durante la sua ricostruzione di quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando Ruby fu portata in Questura per un furto, il pm Anna Maria Fiorillo ha affermato che, in base alle informazioni a lei riferite dall'agente di polizia Cafaro, "sospettai che la ragazza facesse la prostituta". Il magistrato si e' soffermato anche sulle telefonate ricevute dal Commissario Iafrate in quelle ore concitate, affermando di essere rimasta "infastidita" dall'atteggiamento della dirigente della Polizia. "Quella sera ricevetti numerose telefonate - e' il suo racconto - piu' di quelle poi effettivamente documentate, ma non meno di quattro. Ho viva memoria della prima con l'assistente di polizia Cafaro e di una telefonata col commissario Iafrate. La prima giunse mentre ero a casa di mia madre tra le sette e le nove e mezza. Cafaro mi disse che erano intervenuti in corso Buenos Aires perche' una donna, poi identificata in Caterina Pasquino, aveva incontrato in un centro estetico una ragazza che aveva riconosciuto come autrice di un furto ai suoi danni e, per questo, aveva chiamato la polizia". "Cafaro - prosegue il pm - mi disse che c'erano due versioni. La derubata sosteneva di avere incontrato Ruby in discoteca, di averla ospitata a dormire a casa sua e che lei le aveva rubato tremila euro. La minorenne diceva che era da molto tempo a casa della Pasquino, che le pagava l'affitto e che c'erano stati dei dissensi tra loro due. Cafaro aggiunse che era scappata da una comunita' siciliana. La ragazza gli disse che per pagare l'affitto faceva la danza del ventre. Sospettai subito che la ragazza facesse la prostituta e diedi disposizioni per collocarla in comunita' e che prima venisse fotosegnalata. Era necessario fare luce anche sulla notizia di reato del furto".

PM FIORILLO, DISSI DOVEVA ESSERE AFFIDATA A COMUNITA' - Al processo Ruby va in scena una testimonianza considerata cruciale dai giudici: quella del Pm del Tribunale dei Minori, Anna Maria Fiorillo, convocata d'ufficio nelle settimane scorse dal Collegio davanti al quale si celebra il processo che vede imputato Silvio Berlusconi. La Fiorillo ha ricostruito quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 quando, ha ribadito in piu' passaggi della sua testimonianza, disse di affidare Ruby a una comunita' protetta per minori. Il magistrato racconta che la sera del 27 maggio un agente della Polizia la chiamo' perche' una ragazza, poi identificata in Caterina Pasquino, aveva chiesto l'intervento delle Forze dell'Ordine per denunciare Ruby come autrice di un furto ai suoi danni.

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