Diventa più facile ottenere la separazione o il divorzio, grazie alla ‘convenzione di negoziazione’ assistita da un avvocato. Lo prevede una delle bozze del decreto legge per accelerare lo smaltimento dei processi civili, che sarà all’esame del Cdm di venerdì. La convenzione, si legge nella bozza, potrà essere “conclusa tra coniugi, al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio”. Il nuovo strumento, però, non potrà essere utilizzato nei casi di figli minori e maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti.
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Ma come funzionerà? L’avvocato della parte sarà obbligato a trasmettere, entro il termine di 10 giorni, all’ufficiale dello stato civile del comuni in cui il matrimonio è stato trascritto, copia autenticata dell’accordo. La separazione e il divorzio potrà essere conclusa dall’ufficiale dello stato civile, anche di un comune diverso da quello in cui è stato celebrato il matrimonio. Senza dimenticare la proposta di legge sul divorzio breve che ha passato l’esame della Camera e adesso è al vaglio al Senato: basteranno dai 6 ai 12 mesi contro i tre anni attuali per espletare tutta la trafila.
Ma intanto sulla riforma della giustizia è ancora caos, con i gruppi che non hanno trovato un accordo su molti dei punti programmatici, in particolare su quelli riguardanti il fronte penale. Lo ammette lo stesso ministro Orlando, che afferma che al vertice dei partiti della maggioranza sulla riforma della giustizia, che si e’ tenuto al ministero di via Arenula, “sono emerse anche delle differenze di approccio, in ordine anche alle priorita’ da individuare e delle quali riferiro’ puntualmente in Consiglio dei ministri mantenendo l’obiettivo che ci eravamo dati di portare in quella sede tutto il lavoro che e’ stato elaborato”.
“Dalla riunione – ha tuttavia aggiunto Orlando – e’ emersa una condivisione sui singoli punti dell’insieme delle cose che porteremo in CdM. C’e’ stato un confronto sulle diverse modalita’ per affrontare questi punti, un confronto che e’ stato utile e che credo abbia migliorato alcune delle soluzioni”. Il ministro ha quindi ricordato i principali punti della riforma, cioe’ “una parte che riguarda il contrasto alla criminalita’ economica e il civile, una parte che interessa l’aspetto ordinamentale del funzionamento della magistratura e una parte che concerne il processo penale. Su questi punti – ha proseguito il guardasigilli – andiamo avanti e andiamo avanti con una condivisione che si e’ rafforzata sull’impianto generale della riforma, con alcune sottolineature che credo debbano essere tenute in considerazione o comunque debbano essere apprezzate adeguatamente nella discussione in CdM”.
