Le associazioni nazionali dell’autotrasporto chiedono al governo di intervenire immediatamente per fermare i blocchi che da giorni stanno causando disagi nel Mezzogiorno. Undici organizzazioni iscritte all’Albo si rivolgono al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo l’incontro di martedì a Milano con Matteo Salvini. Secondo le sigle, gli impegni assunti dall’esecutivo per sostenere le imprese rendono ingiustificabile la prosecuzione dei presidi che ostacolano la circolazione delle merci.
Le associazioni denunciano danni alle forniture e richiamano gli impegni assunti dal governo sulla liquidità
Fermare i blocchi stradali e ripristinare la circolazione delle merci nel Sud Italia. È la richiesta che undici associazioni nazionali dell’autotrasporto rivolgono al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sollecitando un intervento urgente per rimuovere i presidi che continuano a ostacolare i collegamenti nel Mezzogiorno. Le organizzazioni denunciano conseguenze ormai insostenibili per le imprese del settore e per il sistema degli approvvigionamenti, con ripercussioni su cittadini e attività economiche.
L’appello arriva all’indomani dell’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che martedì 20 ottobre ha riunito a Milano i rappresentanti dell’autotrasporto per discutere le misure di sostegno al comparto. Secondo le associazioni, il governo ha riaperto il confronto e assunto impegni per garantire liquidità immediata alle aziende e individuare ulteriori interventi contro le difficoltà economiche del settore: “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione”, affermano le organizzazioni nel comunicato congiunto diffuso mercoledì 21 ottobre.
A sottoscrivere la presa di posizione sono Anita, Cna/Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras e Assotir. Le undici sigle ribadiscono la necessità di mantenere aperto il confronto con l’esecutivo, prendendo le distanze dalle modalità di protesta che impediscono il normale svolgimento delle attività di trasporto. Le associazioni dichiarano che “con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”.
La preoccupazione riguarda soprattutto le conseguenze dei blocchi sulla distribuzione delle merci e sull’attività delle stesse imprese di autotrasporto, già alle prese con le difficoltà economiche che hanno portato alla mobilitazione: “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone – è scritto nella nota – non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”.
Le organizzazioni chiedono quindi a Piantedosi un intervento deciso e immediato per consentire la ripresa della circolazione e delle attività di rifornimento. Dopo il tavolo con Salvini, le associazioni ritengono che le rivendicazioni economiche del settore debbano continuare a essere affrontate attraverso il confronto con il governo, senza ulteriori interruzioni del trasporto di merci e persone.
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