Due persone sono state arrestate e sottoposte ai domiciliari e altre sei sono state denunciate nell’inchiesta “Ferro e fuoco” con cui i carabinieri per la tutela forestale di Brindisi hanno scoperto a Francavilla Fontana i presunti responsabili di una serie di incendi di veicoli. Secondo i militari, gli indagati raccoglievano veicoli fuori uso da centri di rottamazione e recupero, li trasportavano in campagne abbandonate e li bruciavano per eliminare le parti in plastica e gomma (pneumatici, fasce antiurto, guarnizioni, tappezzerie) ed estrarre i metalli di carrozzeria e apparato motore, da rivendere anche fuori regione.
Le indagini sono state condotte dal Nipaaf (nucleo investigativo di polizia ambientale) dei carabinieri forestali di Brindisi, con il coordinamento della Procura di Brindisi. I militari da tempo avevano individuato le tracce di grandi roghi, con strascico di diffusi miasmi nell’aria, sparsi nelle campagne di Francavilla, all’interno di fondi rustici non più curati dai proprietari, per lo più residenti in località anche molto distanti. Le indagini hanno portato a ricostruire lo sviluppo delle attività illecite fino a scoprire un’organizzazione presumibilmente specializzata nel commercio di materiali ferrosi. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, la gestione non autorizzata e continuata di rifiuti, anche pericolosi, e la combustione illecita.
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