Un’ondata di caldo può durare da alcuni giorni a diverse settimane, in base alla persistenza dell’alta pressione e alla circolazione atmosferica. Non esiste una durata massima universale, perché soglie e definizioni cambiano tra Paesi e zone climatiche.
Quando si parla di ondata di caldo
Non esiste una singola soglia valida per tutto il pianeta. Una temperatura normale per una città mediterranea può rappresentare un valore eccezionale in una regione settentrionale.
Le definizioni utilizzano spesso il confronto con il clima locale e richiedono che il superamento della soglia continui per più giorni consecutivi. Nel Regno Unito, per esempio, il Met Office parla ufficialmente di ondata di caldo quando una località supera il limite previsto per almeno tre giorni.
La durata meteorologica non coincide sempre con quella degli effetti. Edifici, strade e terreno possono rimanere caldi anche dopo l’arrivo di aria meno rovente.
L’impatto sanitario cresce quando le temperature minime notturne restano elevate. Il corpo dispone di meno ore per disperdere il calore accumulato durante il giorno.
Quanto può durare un’ondata di caldo? Perché può prolungarsi per settimane
La persistenza dipende soprattutto dalla circolazione atmosferica. Un’alta pressione lenta o bloccata può deviare le perturbazioni e impedire l’ingresso di aria fresca.
La corrente a getto, una fascia di venti molto intensi alle alte quote, guida gran parte delle perturbazioni. Quando assume ondulazioni ampie e poco mobili, una cresta di alta pressione può rimanere sulla stessa zona.
Il Met Office spiega che le alte pressioni estive sono spesso lente e possono persistere per giorni o settimane.
Un evento del 2023 nell’America settentrionale occidentale è stato collegato a una configurazione anticiclonica di blocco durata più di sei settimane. L’episodio mostra quanto a lungo possa resistere una struttura favorevole al caldo, anche se la sua intensità varia durante il periodo.
Quanto può durare un’ondata di caldo? Il ruolo di suolo, mare e umidità
Il terreno asciutto può rafforzare e prolungare l’ondata. Quando manca acqua da evaporare, una parte più grande dell’energia solare riscalda direttamente la superficie e l’aria.
Le temperature marine incidono sulle regioni costiere. Un mare relativamente fresco può limitare il caldo durante il giorno. Un mare eccezionalmente caldo riduce il raffreddamento e fornisce più umidità, aumentando la temperatura percepita.
Copernicus ha collegato la maggiore intensità di recenti ondate europee alle temperature record del Mediterraneo occidentale.
La fine può essere graduale. L’alta pressione può indebolirsi senza scomparire, lasciando temperature ancora superiori alla media. In altri casi l’ingresso di una perturbazione provoca un calo rapido, spesso accompagnato da temporali, grandine e vento.
Il cambiamento climatico allunga le ondate di calore?
Il cambiamento climatico non determina da solo la posizione di una singola alta pressione. Aumenta però la temperatura media di partenza e rende più probabili episodi estremi.
Il Met Office osserva che gli eventi di caldo intenso stanno diventando più frequenti, duraturi e forti con l’aumento della temperatura globale.
La Wmo indica che il caldo estremo è destinato ad aumentare per frequenza, intensità e durata. L’Europa non è immune all’innalzamento delle temperature. Le ondate moderne raggiungono quindi soglie che in passato erano meno probabili e possono mantenere condizioni pericolose anche durante la notte.
Per capire quando finirà un’ondata specifica non basta osservare il picco previsto. Bisogna controllare lo spostamento dell’alta pressione, l’arrivo di perturbazioni e l’andamento delle temperature minime.
Una diminuzione di due o tre gradi può interrompere formalmente l’ondata in una località ma lasciare condizioni afose. Il ritorno alla normalità dipende dal clima medio della zona e dalla capacità dell’ambiente urbano di disperdere il calore accumulato.

