Sigfrido Ranucci respinge le ricostruzioni su una redazione divisa e difende la compattezza della squadra. Report contesta intanto la sospensione delle repliche estive e invita il pubblico a guardare su RaiPlay l’inchiesta prevista per domenica sera.
Alle 21.15 la squadra invita il pubblico a guardare su RaiPlay l’inchiesta sospesa
Sigfrido Ranucci smentisce che gli sviluppi dell’indagine sull’attentato ai suoi danni e i rapporti con Valter Lavitola abbiano aperto una frattura nella redazione di Report. Il conduttore sostiene che i giornalisti siano rimasti compatti nonostante le ricostruzioni pubblicate negli ultimi giorni.
“Contrariamente a quanto è stato scritto sui giornali, la redazione è – sì – stordita ma unitissima e coesa, come sempre è stato in questi 30 anni di storia di ‘Report’. Tutto il resto è puramente sciacallaggio. Io non sono e non voglio essere un puro. Ma ‘Report’ è una trasmissione pura”. Ranucci ha ribadito la stessa posizione parlando delle voci su una presunta divisione interna attorno alla sua figura. “È falso che la redazione di Report sia disunita, è unita. Anche intorno a me. Ma è ovvio che è stordita dallo sciacallaggio che si sta facendo attorno a questa vicenda”.
La redazione ha accompagnato la replica del conduttore con una mobilitazione contro la sospensione delle repliche estive. La Rai ha fermato cautelativamente la programmazione, mentre la nuova stagione resta prevista per novembre.
I giornalisti chiedono agli spettatori di collegarsi a RaiPlay alle 21.15, l’orario nel quale Report sarebbe dovuto andare in onda, e di rilanciare l’iniziativa sui social.
“Stasera, alle 21.15 — l’orario in cui saremmo dovuti andare in onda su Rai, collegatevi a RaiPlay attraverso questo link: bit.ly/RivediReport_pontemorandi, e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo (o dello schermo) e pubblicatela sui social, taggandoci e usando l’hashtag #giulemanidareport. Report è anche il suo pubblico. La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale, e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto. Report è un patrimonio di tutti”.
La squadra definisce la scelta aziendale una censura e ricorda la solidarietà ricevuta dall’Ordine dei giornalisti e dall’Usigrai. Precisa inoltre di non poter utilizzare i canali social ufficiali per promuovere direttamente la protesta a causa delle regole interne della Rai.
“una decisione che non condividiamo e che consideriamo una censura senza precedenti. Anche l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai si sono espressi con solidarietà verso Ranucci e verso la trasmissione. Siamo una squadra pesantemente attaccata – prima con un attentato, ora con una sospensione – ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre. Ed è proprio questa tenuta, crediamo, a fare di Report un patrimonio da difendere: una garanzia di libertà di informazione che riguarda tutti. Per questo, come squadra, ci rivolgiamo al nostro pubblico, che in questi anni è sempre stato al nostro fianco, per una mobilitazione che vada a colmare il vuoto lasciato dalla sospensione delle repliche estive. Per policy aziendale non possiamo usare i nostri canali social ufficiali per promuoverla, ma chiediamo la vostra partecipazione”.
La protesta punta quindi a trasformare l’orario rimasto vuoto nel palinsesto in una visione collettiva dell’inchiesta disponibile sulla piattaforma Rai.

