Il richiamo dell’ambasciatore è solo primo passo. Ora il governo studierà nuove forme di pressing politico sull’Egitto, mentre la procura di Roma la prossima settimana inoltrerà una nuova rogatoria internazionale per acquisire tabulati-video. Il procuratore generale aggiunto egiziano Mostafa Soliman in una conferenza stampa al Cairo, in cui ha illustrando i risultati della missione a Roma dei giorni scorsi, ha ripetuto che l’Egitto non consegnerà i tabulati telefonici sul caso della morte di Giulio Regeni perché “sarebbe contro la Costituzione e le leggi vigenti egiziane”.
“La parte egiziana ha rifiutato questa richiesta non per nascondere qualcosa, ma perché la Costituzione egiziana vieta di fornire informazioni di questo tipo. Abbiamo spiegato che, in base alla Costituzione, non abbiamo i poteri di fornire queste informazioni”, ha aggiunto il procuratore aggiunto. “Ci siamo rifiutati di compiere un atto che andava contro la Costituzione, anche se gli italiani hanno sostenuto che la cooperazione giudiziaria fosse legata alla consegna dei tabulati telefonici relativi a migliaia di persone”.
Però, ha sottolineato il procuratore, “il 98% delle richieste italiane sono state soddisfatte, ad eccezione di quelle sulle chiamate telefoniche che sono contro la costituzione e la legge egiziane”:
Tensione alle stelle. I rapporti tra Italia ed Egitto sono sempre più tesi, soprattutto dopo il fallimento del vertice di due giorni che avrebbe dovuto fornire qualche informazione utile a scoprire cosa è successo a Giulio Regeni, trovato morto al Cairo lo scorso 3 febbraio. L’Egitto, comunque, “desidera proseguire la collaborazione con la parte italiana per scoprire i fatti relativi all’omicidio dello studente italiano”, ha dichiarato Suleiman.
Il procuratore, che ha parlato durante una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla tv satellitare “Cbc extra”, dopo aver illustrato il contenuto delle discussioni avute con gli inquirenti italiani, ha aggiunto: “siamo ancora nella fase delle indagini”.
La procura di Roma insiste. La Procura di Roma, malgrado il fallimento del summit di ieri, non lascerà nulla di intentato per far luce sull’omicidio di Giulio Regeni. La prossima settimana inoltrerà una nuova rogatoria internazionale nella quale saranno riformulate alle autorità egiziane le richieste di acquisizione dei tabulati telefonici di una decina di persone. E dei video delle zone frequentate da Giulio Regeni.
Il richiamo dell’ambasciatore. Il richiamo per consultazioni a Roma dell’ambasciatore italiano in Egitto è la “misura immediata”, la prima, a seguito del mancato cambio di marcia sulle indagini per chiarire la tragica morte di Giulio Regeni e, sugli altri passi, “ci lavoreremo nei prossimi giorni”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, a Tokyo per partecipare al G7 degli Esteri di Hiroshima di domani e lunedì, rimanda a quanto detto di recente in parlamento. “Ricordo sempre gli aggettivi che ho usato e cioè che adotteremo misure immediate e proporzionali: questo ci siamo impegnati a fare e questo faremo”.
L’Alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Ue, Federica Mogherini, e Gentiloni a Hiroshima parleranno domani della vicenda Regeni e del modo migliore perchè l’Ue sostenga gli sforzi dell’Italia per ottenere la verità.
Dopo il fallimento il vertice tra Italia ed Egitto sul caso Regeni, si apre però una speranza che il dialogo possa riaprirsi. Ci sarebbero infatti “in corso contatti ai massimi livelli” tra i due governi “nel tentativo di superare una escalation della crisi”. A rivelarlo è una fonte diplomatica egiziana citata dal quotidiano “al Youm7”. Il giornale del Cairo ha spiegato anche che secondo la fonte ci sarà “una conversazione telefonica” tra il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shukr e il titolare della Farnesina Gentiloni “per consultazioni sul caso Regeni”.
Rientrando al Cairo nella notte, i componenti della delegazione di magistrati e responsabili della sicurezza egiziani che hanno partecipato alle riunioni a Roma sul caso di Giulio Regeni hanno “rifiutato di rilasciare qualsiasi dichiarazione sulla missione”. L’Egitto, attraverso il suo ministero degli Esteri, ha annunciato di aver ricevuto stamattina la notifica ufficiale del richiamo a Roma dell’Ambasciatore d’Italia al Cairo, Maurizio Massari, per consultazioni. Il Cairo “non richiamerà” il proprio ambasciatore da Roma.
Dal comunicato diramato dalla Procura di Roma di ieri emerge la forte delusione di inquirenti e investigatori che non hanno viste soddisfatte le richieste avanzate per rogatoria l’8 febbraio scorso. Di fatto la collaborazione con le autorità giudiziaria egiziane è interrotta. A irritare la delegazione italiana la mancata consegna, tra l’altro, dei tabulati telefonici di una decina di utenze riconducibili ad altrettanti cittadini egiziani. Inoltre non sono state consegnate anche le richieste “relative al traffico di celle”.Tutti elementi ritenuti indispensabili dalla Procura di Roma.
Sul caso Regeni, ”l’Italia ha sempre detto che non può mettere in secondo piano la verità. Lo dobbiamo alla famiglia e alla dignità del Paese. Questa è la nostra posizione, che mi pare molto chiara e coerente”, ha detto oggi il ministro Graziano Delrio, a margine degli ”Stati generali della Logistica del Nord Ovest”.
