Dovrebbe essere completata e inviata entro questa settimana la nuova rogatoria che i magistrati della Procura di Roma rivolgeranno all’autorita’ giudiziaria egiziana nell’ambito delle indagini sulle torture e sulla morte di Giulio Regeni. Il Procuratore Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco torneranno a sollecitare quanto gia’ chiesto l’8 febbraio scorso (e cioe’ le celle telefoniche, i tabulati di una decina di utenze e i filmati di zona del quartiere dove abitava il 28enne ricercatore friulano e della metropolitana, dove il ragazzo e’ scomparso il 25 gennaio scorso).
Inquirenti e investigatori di Ros e Sco, poi, sperano almeno di poter acquisire dalla controparte una relazione ufficiale riconducibile a quanto accaduto al Cairo il 24 marzo scorso, quando le forze di sicurezza egiziane hanno eliminato una banda criminale che avrebbe avuto un ruolo nell’uccisione di Regeni. Una ricostruzione che gli italiani continuano a considerare ‘inverosimile’ e ‘inattendibile’ specie in mancanza di qualsiasi atto e documento. Tra le nuove istanze che la Procura capitolina vuole avanzare c’e’ anche quella finalizzata a comprendere le modalita’ attraverso le quali sono finiti in mano a questa presunta banda criminale alcuni effetti personali di Regeni, e cioe’ il passaporto, due tessere universitarie e la carta di credito.
