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Regeni, i rischi dello scontro Italia-Egitto. Gli scenari possibili

Gli scenari possibili se le relazioni tra l’Italia e l’Egitto dovessero rompersi

Quali scenari possibili se le relazioni tra l’Italia e l’Egitto dovessero rompersi? Lo spiega in un articolo il portale egiziano El-Bashayer on-line che, annunciando la notizia del ritiro dell’ambasciatore italiano al Cairo, ripropone un’analisi pubblicata martedi’ scorso, corredata di una vignetta in cui un uomo – presumibilmente un membro delle istituzioni egiziane – nasconde sotto il tappeto il cadavere sanguinante di un uomo, con sotto la scritta ‘La crisi delle sepolture’.

Secondo il giornale, esistono cinque scenari possibili: tre per l’Italia e due per il Cairo, a seconda della strada che i rispettivi governi sceglieranno di intraprendere nell’affrontare il caso dell’omicidio di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano brutalmente ucciso a febbraio scorso. El-Bashayer inizia la sua analisi dal punto di vista italiano: il giornale riconosce che se Roma ritirera’ il proprio ambasciatore – prospettiva che si e’ poi concretizzata oggi – sara’ “un duro colpo per l’Egitto di fronte alla comunita’ internazionale”, non solo da un punto di vista diplomatico, ma anche sotto il profilo “economico”: il Cairo – come ricorda il giornale – e’ focalizzato sullo sviluppo di un ‘corridoio verde’ che collega le proprie navi ai porti italiani.

Vengono poi ricordati i cospicui investimenti italiani nel settore del turismo, e in particolare nelle localita’ di Horgada e Sharm El-Sheikh, la cui interruzione rappresenterebbe un elemento di “forte pressione sul governo del Cairo in un momento in cui l’Egitto attraversa una grave crisi economica”.

Il quotidiano on-line poi formula un’osservazione ironica: “non c’e’ ombra di dubbio sul fatto che le opinioni divergenti su questa vicenda non influenzeranno quella riguardante il dossier sul gas trovato nel mar Mediterraneo, di cui si occupa la societa’ italiana Eni”. Quest’ultima, prosegue El-Bashayer, come qualsiasi altra multinazionale, non da’ troppo peso “a questioni di politica internazionale”.

Per il quotidiano El-Bashayer Il Cairo non accettera’ mai di estradare i colpevoli dell’omicidio Regeni, per il semplice fatto che nella sua storia non ha mai accettato che un suo cittadino venisse giudicato all’estero, ma d’altro canto, “l’Italia, dalla Seconda guerra mondiale ad oggi, non ha mai accettato lo scontro aperto con un paese straniero”.

La prima alternativa che secondo il giornale si apre davanti al governo cairota e’ quello di sollevare il ministro degli Interni dal suo incarico e metterlo sotto processo, mentre la seconda ipotesi riguarda la formazione di una commissione di indagine congiunta, con sede al Cairo. Ai colpevoli sara’ chiesto di fornire prove urgenti e la pena, in caso di reclusione, “non sara’ inferiore ai 15 anni”.