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Regeni, ecchimosi e bruciature sul corpo

Il corpo di Giulio Regeni “presenta, secondo quanto è poi emerso dalle risultanze preliminari dell’esame autoptico condotto al Cairo dal medico legale egiziano, ecchimosi, segni di bruciature e di tagli alle spalle e al torace”

Il corpo di Giulio Regeni “presenta, secondo quanto e’ poi emerso dalle risultanze preliminari dell’esame autoptico condotto al Cairo dal medico legale egiziano, ecchimosi, segni di bruciature e di tagli alle spalle e al torace. Si tratterebbe pertanto di una morte violenta ad opera di ignoti, che e’ stata preceduta da sevizie e le cui circostanze sono adesso oggetto di indagine”. Lo ha riferito il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, rispondendo alle interrogazioni in commissione Esteri alla Camera.

“Il nucleo di investigatori italiani inviato da Roma e’ giunto al Cairo la sera del 5 febbraio scorso. Da allora, oltre ad aver ascoltato i genitori di Giulio Regeni la sera stessa, ha avuto un lungo incontro il giorno successivo con alti rappresentanti del Ministero degli Interni e un ulteriore lungo incontro con livelli piu’ tecnici degli organi di polizia. In ogni caso siamo in una fase ancora molto preliminare ed e’ quindi prematuro trarre conclusioni; fino a questo momento e’ stato assicurato, sul piano formale, un sufficiente livello di collaborazione”, ha detto ancora Della Vedova. “Le Autorita’ egiziane hanno preso nota delle richieste di elementi da parte dei nostri inquirenti, che sono ora in attesa di avere i necessari riscontri”.

“Il 25 gennaio – giorno del quinto anniversario della rivoluzione in Egitto – Giulio Regeni era atteso per cena da alcuni amici presso un ristorante del capitale, ma non e’ mai giunto al luogo dell’appuntamento” ha spiegato Della Vedova. “C’era il Signor Gennaro Gervasio, Professore universitario presso la stessa Universita’ e del quale era amico, che non vedendolo arrivare si e’ allarmato e – tra le 22,30 e le 23,00 della stessa sera – ha avvisato la nostra Ambasciata al Cairo. Gervasio gli aveva infatti parlato telefonicamente verso le 19,40. Regeni gli aveva spiegato che sarebbe uscito di casa verso le 20,00 per avviarsi alla vicina stazione della metropolitana, sarebbe sceso alla fermata Mahamed Naguib da dove avrebbe proseguito a piedi fino al ristorante. La fermata indicata da Regeni si trova nei pressi di Piazza Tahrir, luogo simbolo della rivoluzione, che in quei giorni era presidiato dalle Autorita’ egiziane, preoccupate di possibili questioni di sicurezza legate all’imminente anniversario. Gervasio ha riferito all’Ambasciata di avere ripetutamente provato a chiamare Giulio tra le 20,18 e le 20,23, senza ottenere risposta; a partire dalle 20,25, invece, il cellulare del ragazzo risulta spento”.