Reggio Emilia, un anno di minacce all’ex: braccialetto elettronico per un 38enne
Non ha accettato la decisione della compagna di interrompere la relazione, e per oltre un anno l’ha perseguitata con molestie e gravi intimidazioni, coinvolgendo anche i tre figli minori. È accaduto in provincia di Reggio Emilia, dove un 38enne è stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento all’ex compagna con applicazione del braccialetto elettronico.
La vicenda ha avuto origine nel 2025, quando la donna aveva deciso di porre fine a una convivenza durata diversi anni e caratterizzata, secondo quanto emerso dalle indagini, da episodi di violenza e coercizione fisica. La vittima si era quindi trasferita con i tre figli nel comprensorio montano reggiano. Da quel momento l’uomo avrebbe iniziato a inviarle numerosi messaggi vocali contenenti minacce di morte e di aggressione, rivolte anche al fratello della donna, evocando l’uso di una pistola, l’incendio dell’auto e persino la possibilità di sfregiarla con l’acido.
Il 30 agosto 2025 si sarebbe inoltre introdotto senza autorizzazione nel cortile dell’abitazione della vittima, violando il divieto impostogli dai familiari di accedere alle pertinenze della casa. Nonostante la donna avesse bloccato tutte le utenze telefoniche a lui riconducibili, tra il 10 luglio e il 24 settembre 2026 l’uomo avrebbe effettuato oltre mille chiamate anonime, arrivando in alcune occasioni anche a 174 telefonate in un solo giorno. Fino al 20 settembre 2026, quando avrebbe raggiunto il luogo di lavoro dell’ex compagna, danneggiandone l’auto e minacciando, tramite il figlio, di incendiarla qualora fosse tornata al lavoro.
Tali comportamenti hanno costretto la donna a modificare le proprie abitudini di vita, arrivando anche a farsi accompagnare dai colleghi al termine dell’orario di lavoro. Così ha presentato una serie di denunce che hanno dato origine a un’indagine dei carabinieri della stazione di Castelnovo Monti, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia.
Gli accertamenti, supportati da documentazione, registrazioni audio, tabulati telefonici e testimonianze, hanno portato la Procura a condividere le risultanze investigative e a ottenere dal gip l’applicazione della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e dai figli minori, con divieto assoluto di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo e l’applicazione del braccialetto elettronico.
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