“Non ho visto un clima di rabbia” tra i sindacati perchè il governo ha deciso di porre la fiducia sul Jobs act, ma i sindacati, in particolare la Cgil, ha chiuso la porta in faccia al premier. Anche se all’orizzonte rimane la possibilità di un nuovo incontro il 27 ottobre, il dialogo con il primo sindacato italiano sembra chiuso. Anche perché Renzi ha ribadito che non ha intenzione di farsi intrappolare, tanto che in conferenza stampa al termine degli incontri con le parti sociali a Palazzo Chigi ha spiegato: “Siamo assolutamente disponibili alle opinioni di chiunque, l’importante è che si vada avanti. Miglioriamo se c’è da migliorare ma il Paese deve cambiare e non ci faremo bloccare da veti o opinioni negative”.
“I sindacati – ha sottolineato Renzi – ci hanno chiesto la possibilità di dialogo e l’abbiamo dato. La questione della fiducia – ha aggiunto – attiene ai lavori parlamentari. È chiaro che avendo promesso di fare le riforme, le faremo e le stiamo facendo”. Renzi quindi ha detto che mercoledì si voterà la fiducia sul Jobs act al Senato e che non teme agguati da parte della minoranza Pd. “Si voterà domani la fiducia” sul Jobs act e “sono convinto che sia naturale che tutti” nel Pd “votino come sempre accaduto. Non temo agguati. Ove ci fossero li affronteremo” ha sottolineato il premier.
Renzi in precedenza aveva presentato ai leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl una nuova versione dell’articolo 18. Resterà inalterata la possibilità di essere reintegrati nel posto di lavoro nel caso di licenziamenti discriminatori e disciplinari “ma previa la specifica della fattispecie” aveva spiegato Renzi ai sindacati. Tra gli obiettivi dell’esecutivo anche “la riduzione delle forme contrattuali”. Nel maxiemendamento al Jobs act verranno infatti accolti alcuni emendamenti presentati dalla minoranza Pd. «Sono emendamenti condivisibili che mi sono stati suggeriti dal mio partito in particolare dalla parte che non sta con me”, avrebbe detto Renzi, nel corso delle sue conclusioni. Nell’emendamento al Jobs act, ci sarà anche una norma per regolare la rappresentanza sindacale. Nella delega previsto anche l’ampliamento della contrattazione decentrata e azienda.
Renzi spinge per una rapida approvazione del Jobs Act che addirittura già domani pomeriggio potrebbe essere approvato anche dalla Camera, proprio mentre è in corso il vertice Ue sul lavoro a Milano. “Stiamo correndo, cercando di non affastellare proposte, ma ci presentiamo ai partner europei con uno dei programmi più ambiziosi che ha avuto l’Italia e che si sia mai presentato in Europa”, ha detto a questo riguardo Matteo Renzi. “Penso, spero e credo che l’Europa faccia la sua parte, spero che domani si faccia un passo avanti”, ha aggiunto. “Noi siamo in Europa, chiedere a Junker un piano per la crescita, quello dei 300 miliardi, in cambio del nostro sì è stata un’operazione politica. Ora spero che tutti gli strumenti di finanziamento per la crescita pensati e proposti da Padoan si possano discutere”.

