Matteo Renzi ha annunciato : “Il prossimo 22 dicembre inaugureremo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria”.
Una delle principali cause della sfiducia dei cittadini del Mezzogiorno nei confronti delle autorità centrali è la distanza, spesso l’abisso, tra le promesse e le realizzazioni.
Eppure, non sempre, è stato così.
Negli anni 60, a livello di governo, non si fecero promesse nè vaghe narrazioni. Ma si dimostrò, con i fatti, che alcune cose si potevano fare, nei tempi giusti.
Prendiamo proprio la Salerno-Reggio Calabria. Con Giacomo Mancini ministro dei Lavori pubblici del governo di centrosinistra Moro-Nenni, fu dato il disco verde all’autostrada, per rompere l’isolamento del Sud.
L’ANAS cominciò i lavori, nel 1964, dopo che il ministro calabrese decise di licenziare il direttore generale, Giuseppe Rinaldi, sino ad allora abituato a considerare i politici subordinati all’alta burocrazia.
I lavori- non facili, considerando le montagne da abbattere-iniziarono nel 1964 e e si conclusero, con il raggiungimento di Reggio, nel 1972. I viadotti veri e propri capolavori di ingegneria. Solo 8 anni per 443 chilometri. Lo stesso tempo era stato impiegato per realizzare, dal 1956 al 1964, in economia e in largo anticipo sui tempi previsti, l’Autostrada del Sole :
una striscia di asfalto lunga 755 chilometri, che collegò Milano con Napoli, il Nord con il Sud. Infrastrutture che sembravano improponibili. Realizzate, anche se non ricordo spot pubblicitari dei ministri.
Purtroppo, negli anni successivi, i governanti e i dirigenti dell’ANAS non mostrarono le stesse capacità e l’efficienza dei loro predecessori. Annunci ? Tanti. Volontà politica ? Scarsa. Sud ? Sempre più periferico e marginale.
Sinora questo governo ha ignorato il Mezzogiorno. Eppure i Governatori delle regioni più importanti appartengono al Pd e portano voti al partito del premier.
Speriamo che l’annuncio di Renzi, che ha lasciato perplessi non pochi osservatori, segnali la ripresa di attenzione ai tanti problemi del Sud, ignorati nei primi 2 anni di attività dell’esecutivo. Appuntamento al 22 dicembre.
Ma, senza l’alta velocità ferroviaria, la Calabria resterà ancora lontana dal resto del Paese.
I parlamentari meridionali battano un colpo, non limitandosi ad obbedir, tacendo, sulle candidature imposte dai vertici dei partiti.
