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Riina scarcerato? Segnale ai mafiosi. Riflettiamo su insegnamenti di Falcone

Riina/ Totò fuori dal carcere può esser segnale per i mafiosi, riflettere su insegnamenti di Falcone

“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e, come tutti i fatti umani, ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave. E si può vincere, non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando, in questa battaglia, tutte le forze migliori delle istituzioni.”.
Approfondire questa analisi, attuale, di Giovanni Falcone (1939-1992) è molto più utile di dar vita a uno sterile e confuso referendum sulla concessione, o meno, degli “arresti ospedalieri” a Totò Riina.
Sarebbe un errore dimenticare che il regime di carcere duro è considerato, da sempre, intollerabile dai mafiosi. E i delitti Falcone e Borsellino furono eseguiti, 25 anni fa, per indurre lo Stato a mitigare il proprio rigore.
La morte dei due magistrati, gli arresti, i “pentimenti” di spietati capi, i processoni non hanno chiuso, definitivamente, lo scontro tra le istituzioni e i poteri illegali. 
La guerra continua. Molti insegnamenti e metodi del giudice di Palermo sono stati, colpevolmente, disattesi. E non sono stati realizzati gli strumenti organizzativi, progettati da Falcone.
Certo, le mafie non vinceranno e il progetto del clan stragista di Riina è fallito. Ma, oltre al dolore dei familiari delle vittime, non va sottovalutato il segnale, che potrebbe dare la liberazione dello spietato “zu Totò”, per i picciotti reclusi e per quelli liberi.