Il Quadrilatero della Moda di Milano si arricchisce di una nuova destinazione dedicata al lusso. Dior inaugura il 18 settembre in via Monte Napoleone la nuova House of Dior, uno spazio di oltre 1.300 metri quadrati distribuiti su tre livelli, concepito per riunire sotto lo stesso tetto moda, alta gioielleria, arte e gastronomia. Quella milanese è la settima House of Dior al mondo, dopo Parigi, New York, Beverly Hills, Pechino, Seul e Ginevra. Un format che va oltre la boutique tradizionale e punta a trasformare il punto vendita in un luogo da vivere, nel quale le collezioni della maison dialogano con l’architettura, le opere d’arte e la cucina.
La nuova House of Dior nel cuore del Quadrilatero
La nuova sede è ospitata all’interno di un palazzo storico neoclassico e porta la firma dell’architetto Peter Marino. Il progetto punta sulla luce naturale, con una grande vetrata centrale e numerose aperture verso l’esterno, mentre un cortile interno con siepi di bosso e ortensie completa gli spazi. Al piano terra trovano posto borse, accessori, ready-to-wear e calzature per le collezioni Donna e Uomo. A collegare i diversi livelli sono due grandi scaloni, pensati con identità differenti.
Quello dedicato all’universo femminile combina pietra, ferro battuto e richiami Art Déco, insieme a opere contemporanee di Lee Bul e Claudia Wieser. Sul lato Uomo, invece, una parete in legno attraversa i tre piani con nicchie che ospitano le caratteristiche “toiles blanches”, in omaggio alla tradizione degli atelier di haute couture e alla boutique parigina di Avenue Montaigne.
Da Jonathan Anderson all’alta gioielleria
Al primo piano vengono presentate le collezioni Donna firmate da Jonathan Anderson, insieme alle calzature e alle borse della maison, comprese alcune versioni della Lady Dior. Spazio anche all’alta gioielleria disegnata da Victoire de Castellane, al guardaroba maschile, dal tailoring su misura ai capi formali, alle fragranze de La Collection Privée e alla linea Dior Maison. Il secondo piano è invece dedicato agli ambienti più riservati, con salotti privati e una beauty room caratterizzati da modanature che richiamano gli appartamenti parigini.
Pistoletto e l’arte dentro la boutique
L’arte occupa un ruolo centrale nel progetto. Il nuovo spazio ospita infatti diverse opere contemporanee, in continuità con la vocazione di Christian Dior, che prima di dedicarsi alla moda aveva lavorato anche come gallerista. Tra le presenze più significative c’è un ritratto di Monsieur Dior realizzato da Michelangelo Pistoletto, uno dei protagonisti dell’Arte Povera. Un inserimento che lega la maison anche alla scena artistica italiana e milanese.
Enrico Bartolini firma il ristorante Monsieur Dior
La principale novità sul fronte gastronomico è invece l’apertura di “Monsieur Dior by Enrico Bartolini“. Il ristorante, anch’esso progettato da Peter Marino, affida allo chef italiano un menu pensato appositamente per la maison. La proposta culinaria reinterpreta alcuni degli elementi simbolici di Dior, con attenzione agli ingredienti locali, alla biodiversità e alle identità dei territori. Gli ambienti sono caratterizzati da parquet di Versailles e tonalità chiare, mentre un’opera floreale di Francesco Clemente arricchisce gli spazi. Il ristorante si apre inoltre verso il cortile interno, illuminato attraverso una grande vetrata.
Una capsule speciale per l’apertura milanese
Per celebrare l’inaugurazione del flagship di Milano, Dior presenta anche una serie di creazioni in edizione limitata. La stampa leopardata, omaggio a Mizza Bricard, musa di Christian Dior, compare su alcuni capi femminili, sulle décolleté Dior Bow, sulle sneaker Dior Ribbon e sui charm della Lady Dior. La borsa viene proposta anche in versioni small e mini nelle tonalità nero, gesso e miele. Per l’Uomo debutta invece una giacca utility color khaki della collezione Inverno 2026-2027, caratterizzata all’interno dalla tradizionale lavorazione cannage.
Con la nuova apertura di via Monte Napoleone, Dior consolida così la propria presenza nel cuore del lusso milanese, scegliendo un format nel quale l’acquisto diventa soltanto una delle componenti di un’esperienza costruita attorno a moda, arte, architettura e alta cucina.


