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Roma Defibrilla, DAE obbligatori nei bar e ristoranti oltre 250 mq: ecco il piano del Campidoglio

Il Comune vuole portare i defibrillatori da 2mila a 4mila. Coinvolti oltre 1.800 locali romani, con corsi gratuiti di primo soccorso per cittadini ed esercenti. Perché quando ogni minuto conta, avere un defibrillatore vicino e qualcuno capace di usarlo può fare la differenza.

Roma Defibrilla, DAE obbligatori nei bar e ristoranti oltre 250 mq: ecco il piano del Campidoglio

Apparecchi salvavita accanto alla cassa di un ristorante o all’ingresso di un grande bar? È l’idea alla base di «Roma Defibrilla», il progetto per creare una rete diffusa di intervento contro l’arresto cardiaco.

Il cuore dell’iniziativa è una proposta di modifica al regolamento comunale sulla somministrazione di alimenti e bevande. Se approvata dall’Assemblea capitolina, imporrà alle attività con superficie superiore a 250 metri quadrati di installare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). La misura riguarderebbe oltre 1.800 esercizi commerciali nei quartieri della Capitale.

L’obiettivo è portare gli apparecchi disponibili sul territorio dagli attuali 2mila a circa 4mila, nell’arco di un anno. Attenzione, però: l’obbligo non è ancora entrato in vigore. Per renderlo effettivo occorre completare l’iter amministrativo.

Formazione gratuita e prenotazioni attraverso Farmacap

A fianco delle installazioni partirà un programma di corsi gratuiti BLSD, dedicati alla rianimazione cardiopolmonare e all’uso del DAE. Potranno partecipare i cittadini, mentre una parte dei posti sarà riservata agli operatori della ristorazione. Le prenotazioni passeranno da una piattaforma Farmacap, sulla quale scegliere date e sedi disponibili.

A coordinare gli aspetti scientifici sarà il Dipartimento di Scienze mediche e cardiovascolari della Sapienza. Collaboreranno Ares 118, lo Spallanzani, la Fondazione Giorgio Castelli e le associazioni Rete Emergenze ed E il tuo cuore batte ancora.

Dal centro alle periferie, la sfida della cardioprotezione

Il sindaco Gualtieri ha illustrato il progetto come uno strumento per rendere Roma più preparata alle emergenze. Con lui l’assessora Valeria Baglio e i promotori Lorenzo Marinone, Sandro Petrolati e Andrea Alemanni.

Il risultato, tuttavia, non si misurerà soltanto contando gli apparecchi installati. Serviranno dispositivi funzionanti, facilmente individuabili e persone preparate a intervenire. Perché un defibrillatore appeso a una parete è una buona notizia; saperlo utilizzare in tempo è quella che può salvare una vita.

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