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Cronache
Ruby, condannato Berlusconi. Testimoni a rischio processo

 

Dopo due anni e 50 udienze è arrivata ieri l'attesissima sentenza di primo grado per Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. "Sette anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici". Sei anni era la pena chiesta dai pm. I giudici sono stati in camera di consiglio dalle 9.50 del mattino fino alle 17.

Molti i testimoni che ora rischiano il processo per falsa testimonianza: Puricelli, Carlo Rossella, Francesca Cipriani, il viceministro Bruno Archi, l’eurodeputata Licia Ronzulli, la poliziotta Giorgia Iafrate e il musicista Mariano Apicella. Oltre a molte "olgettine" potrebbe finire nei guai anche il fisioterapista di Samarate, già nello staff del Milan e tuttora massaggiatore personale del Cavaliere. Il collegio giudicante del Tribunale di Milano ha trasmesso gli atti alla Procura per 'valutare' possibili sviluppi di indagine per falsa testimonianza. 

In aula a Milano il procuratore capo Bruti Liberati, assente invece la Boccassini. Fuori si esulta e si protesta, tra oppositori e sostenitori del Cavaliere. Presenti giornalisti da tutto il mondo. Il Cav: sono innocente, resisto. L'avvocato Ghedini: sentenza fuori dalla realtà, ma attesa. Marina Berlusconi: sentenza già scritta. Il titolo Mediaset crolla a Piazza Affari.

LA GIORNATA PIU' LUNGA BERLUSCONI 
L'epilogo del processo Ruby scavalca i presagi piu' cupi di Silvio Berlusconi e le aspettative piu' rosee della Procura. Sull'ex premier si abbatte una condanna a sette anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici che rincara la pena di sei anni proposta dai pm Antonio Sangermano e Ilda Boccassini e modifica, aggravandole, le sue responsabilita'. "E' un assalto alla diligenza, faremo appello", la reazione immediata di Niccolo' Ghedini e Piero Longo. Dai giudici vengono inoltre ipotizzate 32 false testimonianze, molte delle quali rese dalle 'olgettine' e da esponenti dell'entourage di Berlusconi che lo hanno difeso parlando di "cene eleganti" senza risvolti erotici. Dopo otto ore di camera di consiglio, alle 17,21, il presidente del collegio Giulia Turri, affiancato dai giudici Orsola De Cristofaro e Carmen D'Elia, sancisce con voce ferma la colpevolezza di Berlusconi per entrambi i capi di imputazione, concussione e prostituzione minorile. Per il Tribunale e' stato dimostrato che Berlusconi ebbe rapporti intimi a pagamento con Ruby, sapendo che era minorenne, tra il febbraio e il maggio 2010 e che la notte tra il 27 e il 28 maggio di quell'anno intervenne illecitamente sul capo di gabinetto della Questura di Milano, Piero Ostuni, per ottenere che la ragazza venisse rilasciata e affidata a Nicole Minetti. I giudici vanno oltre la richiesta della Procura perche' scelgono di contestare al leader del Pdl, diversamente da quanto fatto dai Pm, la 'vecchia' concussione per costrizione, con pena massima di sette anni, e non la 'nuova' per induzione, punita con sanzioni piu' lievi e che prevede la 'complicita'' delle vittime.



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Escono cosi' dal 'dedalo' interpretativo della legge introdotta dal Governo Monti e sostengono che i poliziotti ai quali l'allora capo del Governo telefono' in Questura erano vittime e non 'complici'. Resta da spiegare, e questo i giudici lo dovranno fare nelle motivazioni attese entro 90 giorni, come mai la giovane commissaria Giorgia Iafrate, che affido' la ragazza a Nicole Minetti, sia stata inizialmente vittima e poi 'complice', testimoniando il falso in aula per difendere Berlusconi. Accusa ipotizzata oggi dal Tribunale che ha chiesto di trasmettere il verbale della sua deposizione alla Procura per le "opportune valutazioni".

La poliziotta, che si scontro' con la Boccassini negando di avere subito pressioni dall'imputato, e' nella folta compagnia dei falsi testimoni ipotizzati dal collegio. Ci sono, tra gli altri, il viceministro degli Esteri Bruno Archi, il gia' consigliere per le relazioni estere Valentino Valentini, il cantante Mariano Apicella, l'eurodeputata Licia Ronzulli, il giornalista Carlo Rossella, la deputata Pdl Maria Rosaria Rossi, e tante ragazze ospiti alle serate, tra cui le gemelle De Vivo e Ferrera, Barbara Faggioli, Francesca Cipriani, Michelle Conceicao. Tutti avevano riferito di cene dove si mangiava, ballava e chiacchierava tra amici, con atmosfere caste lontane anni luce dalle "orge bacchiche"descritte dai pm. Molte delle ragazze, aveva sostenuto la Procura, hanno mentito perche' "a libro paga" di Berlusconi dal quale ricevono 2500-300 euro al mese da lui giustificati come risarcimento per l'onta del processo. Le indagini difensive evidentemente ritenute non 'cristalline' condotte da Luca Giuliante sono costate al primo legale di Ruby una segnalazione all'Ordine degli Avvocati. Due le grandi assenti alla scena finale di un processo lungo oltre 50 udienze e durato piu' di due anni: Ruby e Ilda Boccassini. La prima si troverebbe in Messico per una vacanza familiare, mentre la pm non ha assistito al suo 'trionfo' perche' ufficialmente in ferie. Per l'occasione a fianco di Sangermano e' spuntato il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, a voler sottolineare l'impersonalita'' dell'ufficio della Procura nell'accusa. Forse anche le lettere di minacce con proiettili arrivate alla Boccassini nelle settimane scorse riferite a questa inchiesta le hanno suggerito un 'basso profilo' nella giornata clou.

 

berlusconi apicella 500

ANM, CRITICHE POLITICHE, RISPETTARE LAVORO
"Si tratta di reazioni tutto sommato abbastanza prevedibili seppur improprie perche' di tipo sostanzialmente politico". Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, di fronte ai commenti sulla condanna di Silvio Berlusconi sottolinea che "le sentenze si possono discutere e criticare purche' nel rispetto del lavoro dei magistrati e della giurisdizione. Tra l'altro, qui siamo di fronte ad una sentenza di primo grado, di cui conosciamo soltanto il dispositivo e non tutti i fatti, le prove, l'inquadramento giuridico".

Il presidente dell'Anm parla di una "solidarieta' di tipo politico ovviamente comprensibile ma applicata al processo che risponde ad un altro tipo di logiche: non e' un mondo di opportunita' ma di regole, la cui interpretazione avra' sicuramente un nucleo di opinabilita' ma certo non risponde a scelte discrezionali. Ripeto, applicare logiche politiche al processo e' un'operazione estranea alla giurisdizione ma un certo tipo di reazione c'e' sempre e sempre ci sara' quando l'imputato e' un esponente politico". Nessun commento invece sulla reazione dell'ex premier ("una sentenza violenta, ma resistero'"): "sono parole del diretto interessato, non e' il caso di dire niente".

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