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Sacerdote accusa senatore Pdl: “Ha rapporti con la mafia”

prete

“E’ vicino ai clan e al superlatitante Matteo Messina Denaro”. E’ la denuncia di don Antonino Treppiedi. Coinvolto il senatore Pdl ed ex sottosegretario Antonio D’Alì. Il prete è stato sospeso per 5 anni da Papa Francesco: vendeva abusivamente immobili della curia. Ora ha scelto di collaborare con i pm e sta raccontando quanto sa di D’Alì. Il monsignore segnala anche l’influenza della mafia sui listini del 2001 di Forza Italia…

Monsignor Treppiedi, rivela La Stampa, è stato accusato con altre 13 persone, di truffe, falsi, estorsioni, di avere fatto sparire soldi della Curia su conti di propri familiari e di suore prestanome. Il prete, continua il quotidiano torinese, ora accusa a sua volta D’Alì,  ritenuto dal pm Paolo Guido, della Procura antimafia di Palermo, e dal pm di Trapani Andrea Tarondo, molto vicino a Matteo Messina Denaro, l’ultimo superlatitante di Cosa nostra.

L’avvocato di D’Alì respinge al mittente qualsiasi accusa ma Treppiedi ha confermato le accuse a quello che era un suo intimo amico. Su altri fronti il prete ha approfondito pure questioni finanziarie ecclesiastiche (in partegià emerse), che investono il Vaticano e lo Ior, sulle quali potrebbero esserci sviluppi clamorosi. Sullo sfondo del verbale del prete anche delle pressioni mafiose sul listino regionale nel 2001.