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Sangiuliano-Boccia, i legali dell’ex ministro valutano l’accusa di tentato omicidio. La difesa smentisce

Il legale di Maria Rosaria Boccia respinge l’ipotesi sul ferimento alla testa dell’ex ministro: “Assurdità confermata dalle sue dichiarazioni”

Sangiuliano-Boccia, i legali dell’ex ministro valutano l’accusa di tentato omicidio. La difesa smentisce

Nuovo scontro nel caso Sangiuliano-Boccia. La difesa dell’ex ministro sarebbe pronta a chiedere l’accusa di tentato omicidio per la ferita alla testa riportata da Gennaro Sangiuliano. L’avvocato di Maria Rosaria Boccia respinge l’ipotesi e annuncia possibili azioni a tutela della sua assistita.

Al centro della nuova richiesta la ferita alla testa dell’ex ministro: per la difesa fu un oggetto metallico

Nuovo capitolo nel caso tra Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia. Il processo si aprirà a ottobre e potrebbe partire con una richiesta destinata ad alzare ancora il livello dello scontro giudiziario: la difesa dell’ex ministro della Cultura sarebbe intenzionata a chiedere per Boccia l’accusa di tentato omicidio.

Al centro della vicenda c’è la ferita alla testa riportata da Sangiuliano. Secondo la ricostruzione della difesa dell’ex ministro, a provocarla non sarebbero state le unghie di Boccia, né una caduta, ma un oggetto metallico. Una versione che, se sostenuta in aula, punterebbe a modificare il quadro accusatorio.

Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni, diffamazioni e interferenze illecite nella vita privata dell’ex ministro. Il caso era nato dopo la relazione privata tra i due, poi esplosa pubblicamente con accuse incrociate e ricadute politiche che portarono Sangiuliano al centro di una delle vicende più discusse della legislatura.

La replica della difesa di Boccia arriva attraverso l’avvocato Francesco Di Deco, pubblicata da Dagospia che respinge con decisione la possibile nuova contestazione. “Il Corriere ed altre testate di caratura nazionale riportano, in data odierna, la notizia secondo la quale la difesa dell’ex Ministro Sangiuliano sarebbe intenzionata a chiedere il mutamento del capo d’imputazione in tentato omicidio. Senza entrare nel tecnicismo del tentativo, l’assurdità di questa ipotesi è confermata dalle stesse dichiarazioni di Sangiuliano, sia in sede di querela che in sede di verbalizzazione dinanzi alla Procura. Certamente, nell’interesse della mia assistita, valuterò qualsivoglia azione in ogni sede per tutelarne l’onorabilità, laddove questa “follia” fosse reale e non un’invenzione giornalistica. Avv. Francesco Di Deco”

Il legale di Boccia definisce quindi l’ipotesi incompatibile con le stesse dichiarazioni rese dall’ex ministro e lascia aperta la possibilità di iniziative legali nel caso in cui la richiesta venisse formalizzata.

Il passaggio più delicato sarà ora verificare se la difesa di Sangiuliano presenterà davvero in aula la richiesta di mutamento del capo d’imputazione. In quel caso sarà il giudice a valutare la fondatezza dell’istanza e il possibile impatto sul processo.

La smentita dei legali di Boccia: “Accusa di eccezionale gravità”

La difesa di Maria Rosaria Boccia ha respinto con forza tale ricostruzione. L’avvocato Francesco Petruzzi – lo stesso che assiste i genitori del piccolo Domenico, morto per un trapianto sbagliato al Monaldi di Napoli – ha annunciato di aver assunto l’incarico di affiancare l’avvocato Francesco Di Deco nella tutela giudiziaria e mediatica dell’imprenditrice campana.

I legali smentiscono la notizia, pubblicata il 2 giugno e ripresa da numerose testate nazionali, secondo cui i difensori dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano starebbero valutando di chiedere la contestazione del reato di tentato omicidio nei confronti della loro assistita.

Si tratta, secondo i difensori, di una circostanza «di eccezionale gravità», capace di arrecare un rilevante danno reputazionale, personale e professionale. L’ipotesi, ricordano, è stata pubblicamente smentita dallo stesso avvocato Silverio Sica, legale di Sangiuliano. Per diverse ore – sottolinea la nota – una donna sarebbe stata esposta al giudizio dell’opinione pubblica come possibile destinataria di una delle accuse più gravi previste dall’ordinamento penale, salvo poi apprendere che la stessa ricostruzione veniva smentita dalla controparte.

I legali lamentano inoltre uno squilibrio nella diffusione delle informazioni: mentre la notizia iniziale avrebbe avuto ampia risonanza, la successiva smentita non avrebbe ricevuto analoga visibilità. La difesa ricorda poi che Sangiuliano risulta indagato per atti persecutori e diffamazione aggravata, procedimenti nei quali la persona offesa è indicata nella stessa Maria Rosaria Boccia. «La verità – conclude la nota – si accerta nelle aule di giustizia e non attraverso anticipazioni o ricostruzioni prive di adeguati riscontri».

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