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Cronache
papa francesco 04

"San Pietro non aveva un conto in banca, e quando ha dovuto pagare le tasse il Signore lo ha mandato al mare a pescare un pesce e trovare la moneta dentro al pesce, per pagare. Filippo, quando ha trovato il ministro dell'economia della regina Candace, non ha pensato: 'Ah, bene, facciamo un'organizzazione per sostenere il Vangelo?' No! Non ha fatto un 'negozio' con lui: ha annunziato, ha battezzato e se n'è andato". Papa Francesco ha voluto ricordare lo stile della Chiesa primitiva nell'omelia della messa di questa mattina alla Domus Santa Marta. Anche oggi, nella Chiesa, ha spiegato, la testimonianza della povertà ci salva dal diventare dei meri organizzatori di opere. Francesco ha anche avvertito che quando vogliamo fare una "Chiesa ricca", la Chiesa "invecchia", "non ha vita".

"Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture", raccomanda il Vangelo e Papa Francesco ha ripetuto l'esortazione rivolta agli Apostoli sottolineando la "parola-chiave" delle consegne date da Gesu': "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". "Tutto è grazia", ha spiegato chiarendo il senso della parola "gratuitamente". "Quando noi vogliamo fare in una modalità dove la grazia" viene "un po' lasciata da parte, il Vangelo non ha efficacia". Il Regno di Dio, dunque, "è un dono gratuito" ma sin dalle origini della comunità cristiana, questo atteggiamento è stato soggetto alla "tentazione di cercare la forza" altrove e non nella gratuità, mentre la "nostra forza è la gratuità del Vangelo". "La predicazione evangelica - ha ricordato - nasce dalla gratuità, dallo stupore della salvezza che viene e quello che io ho ricevuto gratuitamente, devo darlo gratuitamente".

Nella sua omelia, della quale la Radio Vaticana ha trasmesso una sintesi, Francesco ha citato due elementi della gratuità proposta da Gesù: la povertà e la capacità di lodare. Il servizio del Vangelo, ha detto, "deve andare per la strada della povertà che ci salva dal diventare organizzatori, imprenditori". "Si devono portare avanti - ha osservato in proposito - le opere della Chiesa, e alcune sono un po' complesse; ma con cuore di povertà, non con cuore di investimento o di un imprenditore". "La Chiesa - ha ripetuto anche oggi - non è una ong, ma un'altra cosa, più importante, e nasce da questa gratuità ricevuta e annunziata". L'altro segno, ha aggiunto Papa Francesco, "è la capacità di lode: quando un apostolo non vive questa gratuità, perde la capacità di lodare il Signore". Lodare il Signore, infatti, "è essenzialmente gratuito". "La nostra preghiera, ha esortato Bergoglio, sia un'orazione gratuita, non chiediamo, soltanto lodiamo". "Questi due - ha poi concluso - sono i segni del fatto che un apostolo vive questa gratuita'. Quando troviamo apostoli che vogliono fare una Chiesa ricca e una Chiesa senza la gratuità della lode, la Chiesa invecchia, la Chiesa diventa una ong che non ha vita".

Per finire. Dal Papa un appello anche all'abbandono della tentazione di fare proselitismo. Sempre nell'omelia di oggi, il Papa ha detto: "Il Signore ci ha invitato ad annunciare, non a fare proseliti". Secondo il nuovo Pontefice, "sempre, nella Chiesa, c'è stata questa tentazione" che crea "un po' una confusione". Infatti, se non si segue l'indicazione di Gesù sulla gratuità "l'annuncio sembra proselitismo, e per quella strada non si va". Citando Benedetto XVI, Francesco ha così sottolineato che "la Chiesa cresce non per proselitismo, ma per attrazione". E questa attrazione, ha proseguito, viene dalla testimonianza di "quelli che dalla gratuita' annunziano la gratuità della salvezza".

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