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Tagliandi delle lotterie istantanee "fuori legge". Lo sostiene un esposto presentato in 20 procure, all'Antitrust e al ministero. A presentarle è stato l’avvocato Osvaldo Asteriti, secondo il quale la maggior parte dei biglietti in circolazione (dal “Gratta e vinci” a “win for life”) non presenta l’avvertimento che il gioco può creare dipendenza. “Tagliandi da ritirare”.

Intanto si aggrava sempre di più il fenomento patologico del gioco d'azzardo. Nei Sert italiani sono in cura almeno 7 mila malati cronici di videopoker e roulette.

 

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Ha presentato un esposto a 20 procure della Repubblica, all'autorità Antitrust e al ministero della Salute: per l'avvocato Osvaldo Asteriti la maggior parte dei biglietti delle lotterie istantanee in circolazione (dal “Gratta e vinci” a “win for life”) sono fuori legge.

Il motivo è semplice: dal primo gennaio 2013, grazie alla legge Balduzzi, su ogni tagliando dovrebbe esserci l'avvertimento che il gioco può creare dipendenza. "Il problema è che su 43 lotterie attive, ben 40 hanno i biglietti sprovvisti dell'avviso che possono far male alla salute -spiega-. Questo perché i Monopoli di stato danno un'interpretazione errata delle norme. Infatti la legge dice che dal primo gennaio 'deve figurare' la frase. I Monopoli invece sostengono che l'obbligo è solo per le lotterie indette dopo tale data". E così, secondo i dati forniti dall'avvocato Asteriti, da settembre a dicembre 2012, i Monopoli hanno indetto tre lotterie istantanee, per un totale di 117.320.000 biglietti, che sono ancora in circolazione. Asteriti ha scritto ovviamente anche ai Monopoli. "Per ora solo il ministero della Salute si è mosso con una lettera ai Monopoli in cui chiede chiarimenti", sottolinea l'avvocato.

Secondo Asteriti i tagliandi dovrebbero essere ritirati, come accade per ogni altro tipo di merce che si scopre dannosa. "Come recentemente accaduto, ad esempio, per le confezioni alimentari contenenti carne equina, (forse) pericolosa per la salute, immediatamente ritirate dal commercio -scrive sul suo blog-. Così come accaduto per le sigarette elettroniche, vietate ai minori dal Ministero della Salute, perché forse pericolose per la salute". Asteriti ha deciso di dare battaglia i Monopoli di stato e a chi gestisce il gioco d'azzardo. "Ho cominciato ad assistere alcune persone che hanno perso tutto per colpa delle lotterie -racconta-. E ho cominciato a studiare questo mondo, in cui ci sono da scoprire molte cose che non vanno".

LUCCHINI (FEDERSERD): “I NUMERI? UFFICIALI NON CE NE SONO. NEI SERT ITALIANI IN CURA 7 MILA PERSONE” ROMA - “Numeri? Nessuno può darli e, soprattutto, quando si parla di gioco d'azzardo non è questo il punto centrale della questione: bisogna prima di tutto chiarire quante persone e quali tipi di servizi si occupano di gioco d'azzardo patologico”. Tra stime, allarmi e ricerche più o meno ufficiali interviene Alfio Lucchini, psichiatra e presidente di Federserd, la Federazione che, in Italia, riunisce gli operatori dei Sert e dei servizi legati alle dipendenze. Perché il gioco può, effettivamente, creare una patologia e, come previsto dal decreto Balduzzi, a breve dovrebbe essere introdotto nei LEA (i livelli essenziali di assistenza). Il gioco d'azzardo patologico è trattato, oggi, proprio come la tossicodipendenza e l'alcolismo e, proprio per questo motivo, un argomento che va “maneggiato” con estrema cautela. “Sono 30 anni che mi occupo di tossicodipendenza e alcolismo e voglio subito chiarire che bisogna fare molta attenzione, soprattutto quando si parla di numeri - ha spiegato ad Agipronews Lucchini – Per capire meglio la questione faccio l'esempio dell'alcolismo: l'UE stima 9 milioni di persone a rischio, per l'Italia si parla di 3-4 milioni di soggetti che potrebbero evidenziare problemi seri. Effettivamente nei Sert italiani sono soltanto 70-80 mila le persone in trattamento: un divario che ci fa capire come sia necessario maneggiare con cautela questi numeri. Sul gioco d'azzardo, poi, - ha proseguito - la situazione è ancora meno chiara perché gli studi sono pochissimi”. Federserd , spiega Agipronews, fa riferimento ai numeri del CNR e in particolare alle ricerche Ipsad (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) e Espad. Il primo è rivolto alla popolazione in generale, il secondo approfondisce i comportamenti d’uso di alcol, tabacco e sostanze illegali da parte degli studenti delle scuole medie superiori. “Da un po' di tempo anche il gioco è stato inserito in queste ricerche che, per noi di Federserd, sono il punto di riferimento, al momento, in mancanza di altri studi più mirati e strettamente scientifici. - ha detto Lucchini – I numeri del CNR indicano che in Italia le persone che accusano problemi seri sono stimate tra i 500 mila e un milione. Parliamo, dunque, di persone che potrebbero, effettivamente, rivelare una patologia. Tutti gli altri numeri sono fuori da ogni logica. Stimiamo, quindi, - ha proseguito - 600-700 mila persone con problemi, non diciamo 'dipendenti' perché non è il termine giusto quando si parla di disturbi di tipo cognitivo. Dalla stima si arriva, però, al dato effettivo: 7 mila persone effettivamente in carico dei servizi a fine 2012. Anche in questo caso, dunque, come per l'alcolismo, è chiaro che il dato va preso con molta cautela. Quello che, invece, a noi preme sottolineare è che cinque anni fa erano 700 e oggi sono 7 mila, un trend crescente mai rilevato prima”.

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