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Cronache
Valentina Misseri: "Sabrina e Cosima non hanno ucciso Sarah"

Un atto di accusa preciso nei confronti del padre, unico responsabile del delitto della cugina Sarah Scazzi. Parla dopo due anni di silenzio Valentina Misseri, dopo la sentenza di condanna di tutta la famiglia (madre, sorella e padre), in un'intervista esclusiva a 'Quarto Grado' su Rete4, di spalle alla telecamere.

''Mi vergogno del mio cognome perché mio padre ha ucciso una ragazzina ma non mi vergogno di essere la figlia di Cosima Serrano e la sorella di Sabrina Misseri. La sentenza è dura perché copre la debolezza dell'impianto accusatorio. Non era una cattiva idea la richiesta di remissione del processo''. Se l'aspettava Valentina una sentenza dura, si aspettava l'ergastolo ma ''solo per mia sorella. E poi gli applausi in aula mi hanno dato ancora piu' fastidio, c'era anche una testimone che applaudiva e quella situazione mi ha fatto rivivere l'arresto di mia madre''. Valentina e' convinta che non c'e' giustizia per Sarah perche' ''loro non vogliono giustizia per Sarah ma per se stessi e ormai sono convinti della colpevolezza di mia madre e mia sorella''. Quello di cui Valentina Misseri e' convinta e' una cosa sola: ad uccidere la piccola Sarah e' stato il padre, Michele.

Il movente dell'omicidio di Sarah, così come ipotizzato dalla Procura di Taranto, è per Valentina Misseri una «filastrocca per bambini: una ragazza per gelosia uccide una cuginetta di 15 anni?  Ivano parlava di continuo di altre ragazze, di ex, ragazze che frequentava e sono tutte vive». In un'intervista a «Mattino 5» Valentina Misseri, parla della sentenza della Corte d'Assise di Taranto che ha condannato all'ergastolo sua madre Cosima Serrano e sua sorella Sabrina per l'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi.B «Gli inquirenti lo hanno definito un omicidio d'impeto, - dice Valentina - una impazzisce e l'altra pure? - si chiede - Una famiglia intera ha un raptus? Ci hanno definiti il clan Misseri, una famiglia di mafiosi. Queste persone non ci conoscono, non hanno letto un solo documento del processo". E infine: "Ho sentito dire da zia Concetta che forse Sarah aveva visto qualcosa di losco, di squallido. Chiedo a lei: che cosa? Ci hai lasciato tua figlia, che cosa ci può essere di mai di losco in una famiglia normalissima? Che cosa?".

MISSERI HA UCCISO DURANTE UN RAPTUS DI EPILESSIA, LA POLEMICA
Sara Scazzi potrebbe essere stata uccisa da Michele Misseri in preda ad una crisi epilettica. La choccante dichiarazione fatta da Roberta Sacchi il 18 aprile durante la trasmissione "La vita in diretta" su Raiuno provoca la furibonda reazione della Lega Italiana contro l'Epilessia (Lice), societa' scientifica della quale fanno parte oltre mille specialisti italiani che si occupano di diagnosi e terapia dell'epilessia. La Lice esprime la propria indignazione per quanto affermato dalla Sacchi intervistata in relazione al delitto di Avetrana. "Queste affermazioni, del tutto gratuite e pericolose, hanno creato sconcerto in migliaia di persone con epilessia - si legge su una nota della Lice - che hanno tempestato di telefonate la nostra societa' ed hanno postato ogni tipo di commento sui nostri siti, chiedendoci di intervenire per replicare a ipotesi sconsiderate e del tutto prive di fondamento scientifico! Le dichiarazioni della criminologa nel corso della trasmissione, che appaiono espressione di convinzioni antiquate e del tutto superate in ambito scientifico, non fanno che alimentare la disinformazione ed il pregiudizio sociale nei confronti delle persone con epilessia! E' ben noto infatti a tutti i neurologi che si occupano di epilessia che durante una crisi epilettica non possono realizzarsi azioni complesse e concatenate in una ben precisa successione temporale, quali quelle necessarie per compiere ad esempio un'azione delittuosa ne' l'epilessia puo' causare di per se' comportamenti criminosi. Ecco perche' non possiamo che stigmatizzare l'atteggiamento, purtroppo consueto, che professionisti di varia estrazione hanno nei confronti dell'epilessia, avvicinandola al disturbo mentale ed al comportamento deviante".

La stessa Società Italiana di Criminologia ha sentito il dovere di un chiarimento sull'assoluta destituzione di fondamento del rapporto fra epilessia e crimine. "La piu' qualificata letteratura scientifica nazionale ed internazionale - ha piegato la Lice - escludono un ruolo significativo dell'epilessia nella commissione di comportamenti violenti. Non vi sono dati scientifici che confermino l'ipotesi che l'epilessia costituisca fattore di rischio di comportamenti violenti. L'epilessia e' una malattia neurologica a valenza sociale che colpisce solo in Italia circa 500.000 persone che soffrono, piu' che per la malattia, per i suoi risvolti psico-sociali! Un intervento quale quello della Dr.ssa Sacchi, trasmesso da una rete del Servizio pubblico, in una trasmissione seguita da milioni di ascoltatori, vanifica gli sforzi che la lice e le Associazioni delle persone con epilessia, in tutto il mondo, portano avanti da anni per 'fare luce' su questa malattia e cercare di sconfiggere il pregiudizio e la discriminazione!" Questo episodio, peraltro, e' avvenuto in prossimita' della Giornata Nazionale per l'Epilessia che si celebrera' domenica 5 maggio. Per l'associazione sarebbe auspicabile che la stessa rete televisiva voglia dare risalto a questa giornata e diffondere notizie corrette sulla malattia e le sue caratteristiche. La Lice vuole infine assicurare alle centinaia di migliaia di persone che gia' affrontano un difficile percorso di vita a causa di tale patologia che continuera' a vigilare per una corretta e costante opera di informazione sulla malattia a difesa dei loro diritti.

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