Le proteste degli autotrasportatori del Sud a causa del caro carburante proseguono. Si attende la reazione dei lavoratori dopo gli aiuti annunciati dal governo, ma resta una situazione complicata. Elementi di normalizzazione vengono segnalati in Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata. Tensioni e blocchi si confermano invece in Campania. Il fronte più caldo della protesta. Dopo quattro giorni di blocchi autostradali, colonne di Tir immobili nelle piazzole, scaffali vuoti di merci nei supermercati, code interminabile alle pompe di benzina, le conseguenze si fanno sentire.
“I presidi sono finiti, ma per noi – spiega un negoziante del Foggiano – la normalità non è ancora tornata. Mancano acqua, latte a lunga conservazione e diversi salumi“. Dopo lo scioglimento dei principali presidi nel Foggiano, camion e merci hanno ricominciato a muoversi, ma la distribuzione non è ancora ripresa a pieno regime. “Qualcosa — spiega il negoziante — sta arrivando, ma non con la regolarità di prima. Dobbiamo ricostituire le scorte poco alla volta”. A rallentare il ritorno alla normalità sono i blocchi ancora presenti nel Napoletano. “Finché ci saranno altri presidi sarà difficile pensare a una ripresa immediata“, aggiunge. “Noi vogliamo solo tornare a lavorare e offrire ai clienti tutti i prodotti. Speriamo di superare questa fase”.
Preoccupazione anche per frutta e ortaggi che “rischiano di marcire senza essere raccolti”. Questo è l’allarme lanciato da Enrico Amico, fondatore di Amico Bio, cooperativa agricola di Santa Maria Capua Vetere. “Le prime avvisaglie del blocco – spiega – si sono verificate proprio nei giorni in cui eravamo pronti ad avviare la raccolta stagionale. Nei primi giorni di fermo è stato possibile attendere o stipare le merci nei magazzini, ma ora il rischio è che i prodotti marciscano direttamente nei campi. La Prefettura di Caserta ha incaricato la polizia di scortare i nostri camion. Spero che si riesca, o il pericolo è che, a un certo punto, si debba dire a chi lavora con noi: “State a casa”, a causa di perdite troppo elevate”.
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