Nuovo sciopero dei giudici di pace che, da domani fino al 10 novembre, si asterranno dalle udienze per protestare contro il progetto di riforma della magistratura onoraria messo a punto dal guardasigilli Andrea Orlando. “Avevamo avvertito il ministro che non ci saremmo fermati: continueremo nelle azioni di protesta fin quando il disegno di riforma non verra’ ritirato e radicalmente modificato”, dichiara il presidente dell’Unione nazionale dei giudici di pace, Mariaflora Di Giovanni.
Secondo i giudici di pace, la riforma “accentua la precarieta’”, e la categoria si ritrovera’ “ad esercitare a tempo pieno la funzione giudiziaria con un aumento della competenza generale per valore addirittura pari al 600% – aggiunge il segretario dell’Unagipa, Alberto Rossi – senza che siano riconosciuti i piu’ elementari diritti costituzionali (stabilita’ del rapporto, tutela della maternita’ e della salute, previdenza, garanzie di indipendenza), arrivando addirittura a rimettere alla discrezionalita’ della pubblica amministrazione lo stesso pagamento degli stipendi”. Tutto cio’, secondo i giudici di pace, “va a danno dei cittadini che dovranno chiedere giustizia dinanzi a un giudice precario, senza diritti, che sara’ investito della trattazione di oltre l’80% del contenzioso civile, ma non potra’ assicurare indipendenza, terzieta’ e professionalita’”. Con lo sciopero, si prevede che oltre 200mila procedimenti slitteranno al 2015: la protesta che iniziera’ domani segue l’astensione messa in atto dai magistrati onorari di Tribunali e Procure nella settimana tra il 20 e il 24 ottobre scorsi. I giudici di pace avevano gia’ scioperato tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
