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Sciopero giudici di pace, stop a 200 mila processi

Nuovo sciopero dei giudici di pace che, dal 4 fino al 10 novembre, si asterranno dalle udienze per protestare contro il progetto di riforma della magistratura onoraria. Stop previsto per più di 200 mila processi

Nuovo sciopero dei giudici di pace che, da domani fino al 10 novembre, si asterranno dalle udienze per protestare contro il progetto di riforma della magistratura onoraria messo a punto dal guardasigilli Andrea Orlando. “Avevamo avvertito il ministro che non ci saremmo fermati: continueremo nelle azioni di protesta fin quando il disegno di riforma non verra’ ritirato e radicalmente modificato”, dichiara il presidente dell’Unione nazionale dei giudici di pace, Mariaflora Di Giovanni.

Secondo i giudici di pace, la riforma “accentua la precarieta’”, e la categoria si ritrovera’ “ad esercitare a tempo pieno la funzione giudiziaria con un aumento della competenza generale per valore addirittura pari al 600% – aggiunge il segretario dell’Unagipa, Alberto Rossi – senza che siano riconosciuti i piu’ elementari diritti costituzionali (stabilita’ del rapporto, tutela della maternita’ e della salute, previdenza, garanzie di indipendenza), arrivando addirittura a rimettere alla discrezionalita’ della pubblica amministrazione lo stesso pagamento degli stipendi”. Tutto cio’, secondo i giudici di pace, “va a danno dei cittadini che dovranno chiedere giustizia dinanzi a un giudice precario, senza diritti, che sara’ investito della trattazione di oltre l’80% del contenzioso civile, ma non potra’ assicurare indipendenza, terzieta’ e professionalita’”. Con lo sciopero, si prevede che oltre 200mila procedimenti slitteranno al 2015: la protesta che iniziera’ domani segue l’astensione messa in atto dai magistrati onorari di Tribunali e Procure nella settimana tra il 20 e il 24 ottobre scorsi. I giudici di pace avevano gia’ scioperato tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.