È stata una giornata di mobilitazione in tutta Italia quella dello sciopero generale proclamato dall’Usb per il 31 ottobre. Oltre sessanta le piazze coinvolte e circa un milione e mezzo i partecipanti, secondo le stime del sindacato. In strada sono scesi studenti, lavoratori, precari, agricoltori, pensionati e movimenti sociali, uniti dalla protesta contro il riarmo e il carovita. Una manifestazione che ha coinvolto diverse generazioni, dai bambini accompagnati dai genitori agli studenti, fino ai lavoratori e ai pensionati. Nella maggior parte delle città i cortei si sono svolti pacificamente, senza particolari problemi per l’ordine pubblico. La situazione è invece degenerata in serata a Roma e Torino, dove si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Scontri a Roma e Torino
Nella Capitale le prime tensioni sono esplose nei pressi del Colosseo, quando un gruppo di manifestanti si è distaccato dal corteo principale, lanciando oggetti contro gli agenti e incendiando alcuni cassonetti. Le forze dell’ordine hanno risposto con una carica di alleggerimento. Successivamente si sono registrati nuovi momenti di tensione a Trastevere e sul Lungotevere Testaccio, dove sono stati utilizzati gli idranti per disperdere i manifestanti. Otto le persone fermate.
Situazione critica anche a Torino, in piazza Castello, dove gli agenti hanno utilizzato gli idranti e successivamente i lacrimogeni per contenere i manifestanti. Durante la serata sono state lanciate bottiglie contro le forze dell’ordine.
Disordini anche a Mestre, con sette agenti contusi, e a Vicenza, dove il bilancio è di dieci feriti tra manifestanti e forze dell’ordine.
A Milano la protesta ha provocato soprattutto disagi alla circolazione. I manifestanti hanno percorso oltre due chilometri della Tangenziale Est, bloccandola per circa un’ora e mezza. La mobilitazione ha raggiunto anche i porti: iniziative contro il traffico di armi hanno coinvolto oltre cento scali in diciassette Paesi. A Genova e Napoli cortei di studenti e lavoratori sono entrati nelle aree portuali senza provocare criticità.
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