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Scuola, ecco il piano di Renzi. Ma c’è già chi protesta

Scuola, ecco il piano di Renzi. Ma c’è già chi protesta
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Il neo-premier punta sulla scuola: “Non è credibile un Paese che non metta in cantiere una battaglia per la stabilità delle aule e degli edifici scolastici ancora di più della stabilità dei conti”

Prima, come annunciato al Senato, la visita in una scuola, poi – come da ‘tweet’ – Matteo Renzi a Treviso incontrerà i sindaci della provincia, oltre che il presidente della Regione, Luca Zaia. A palazzo Rinaldi, successivamente, il premier vedrà alcuni imprenditori trevigiani e, probabilmente, anche una delegazione di operai dell’Electrolux.

“Non e’ credibile un Paese che non metta in cantiere una battaglia per la stabilita’ delle aule e degli edifici scolastici ancora di piu’ della stabilita’ dei conti. E’ un fatto di dignita’ e di credibilita’”, ha sottolineato Renzi nel suo discorso programmatico alla Camera. “Entro il 10 marzo” verranno raccolte le istanze dei sindaci, ha spiegato il premier, “ma dal 15 giugno al 15 settembre sia visibile l’opera di investimenti”. Ma non tutti sembrano essere d’accordo con le proposte del premier e si sentono già le prime voci contrarie al progetto renziano.

”Industria e scuola:cosi’ si risponde alla crisi del Paese”. Lo scrive Rocco Palombella, segretario generale della Uilm nell’articolo di apertura di ”Fabbrica societa”’, il giornale dei metalmeccanici della Uil che sara’ on line giovedi’ prossimo. ”Di fronte alla crisi economica non si puo’ non partire dalla scuola. Mi ha colpito questa fase del premier Matteo Renzi – sottolinea Palombella – pronunciata nel suo primo discorso all’Assemblea di Palazzo Madama, in occasione della richiesta di fiducia al suo governo. Perche’ si tratta di un principio che la Uilm ha fatto proprio da tempo, organizzando convegni d’approfondimento tra il mondo della scuola tecnica e le aziende metal meccaniche. Non solo analisi, quindi, ma anche il riconoscimento del merito ed il valore degli studenti piu’ promettenti, attraverso l’assegnazione di specifiche borse di studio in denaro messe a disposizione dai metalmeccanici della Uil”. Per il dirigente sindacale occorre intervenire soprattutto nel Sud del Paese: ”Il Meridione storicamente – spiega il leader Uilm – afflitto da istituzioni che hanno svolto una vera e propria attivita’ estrattiva di risorse materiali ed umane,unita ad un’accentuazione dell’esclusione sociale. Sono state spesse volte le classi dirigenti meridionali a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita piu’ che verso gli usi produttivi. Attraverso l’azione di politica industriale e’ possibile rompere questo circolo vizioso che ha condannato per secoli questo pezzo d’Italia all’arretratezza. In questa fase di crisi l’Italia si salva se ne esce tutta intera. Si tratta di una questione, quindi nazionale – conclude -, supportata da convincimenti economici, ma soprattutto politico-istituzionali. I gruppi dirigenti devono dimostrare capacita’ e responsabilita’ per farsi perdonare colpe ataviche. Ce la si puo’ fare, anche partendo dalla scuola. Ne sono sempre piu’ convinto”.