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Cronache

Ancora qualche giorno prima dell'avvio dell'anno scolastico. E se gli studenti arriveranno nelle aule non prima  del 5 settembre (inizia l'Alto Adige, poi tutte le altre regioni), docenti e personale tecnico stanno già al loro posto. Non senza polemiche dovute alle ataviche carenze di cui soffre la scuola italiana. "Buon anno scolastico a tutti voi che iniziate, sono dalla vostra parte", srive in un tweet il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza: "Per molti insegnanti - aggiunge il ministro - l'anno è già iniziato, fra corsi di recupero,collegi docenti e altre attività di inizio anno''.

Dura la posizione del Pd: gravissimo iniziare l'anno scolastico senza dirigenti. Esprimiamo grande preoccupazione nel vedere che l'anno scolastico in Lombardia incomincia senza aver risolto la questione dei dirigenti scolastici. Sappiamo che la ministra Carrozza è impegnata su questo fronte e a lei va tutta la nostra fiducia ma nello stesso tempo esprimiamo preoccupazione

IL SONDAGGIO - Dare piu' risorse alla scuola, assegnare maggiore importanza al ruolo degli insegnanti, ridurre il numero di alunni per classe ed evitare assolutamente un aumento delle ore di insegnamento. Queste le richieste dei docenti che secondo un'indagine realizzata dalla Swg per la Gilda degli Insegnanti, sono sofferenti ma per nulla rassegnati: una categoria mortifica ma che non intende assistere supinamente alla deriva della professione.

Dalla ricerca, condotta su un campione rappresentativo di insegnanti intervistati telefonicamente e on line dal 10 al 26 luglio scorso, emerge che il problema ritenuto piu' importante riguarda le scarse risorse destinate alla scuola (78% 'molto importante' e 17% 'abbastanza importante'), seguito dalla scarsa importanza sociale di cui gode la categoria ('molto importante' 71%, 'abbastanza importante' 23%). Al terzo posto, il numero eccessivo di alunni per classe (rispettivamente 70 e 24%); subito dopo gli stipendi troppo bassi e l'inadeguatezza delle strutture e il degrado degli ambienti. L'ipotesi di un aumento delle ore di insegnamento incassa un coro pressoche' unanime di 'no' ma il 67% si dichiara disposto a lavorare di piu' a fronte di un congruo aumento di stipendio. La maggioranza dei professori boccia poi l'esperienza dei test Invalsi, giudicati dal 78% non utili per la valutazione delle scuole. "Vi e' una grande contrarieta' non alla valutazione in se' - ha spiegato il coordinatore della Gilda Rino di Meglio, nel corso di una conferenza stampa - ma a come viene effettuata, perche' finisce per mortificare gli insegnanti".

La proposta di legare le progressioni di carriera e di retribuzione anche a fattori legati al merito, riducendo la rilevanza del parametro anzianita', e' accolta positivamente da poco piu' della meta' degli intervistati (54%) ma 3 su 10 si dichiarano contrari. L'inchiesta ha anche rilevato una serie di questioni sindacali che fanno parte della piattaforma della Gilda: il 56% degli intervistati e' d'accordo con la separazione del contratto tra docenti e non docenti; il 70% si dice favorevole ad 'ammorbidire' le regole per i pensionamenti degli insegnanti (consentendo di cumulare negli ultimi 5 anni di servizio part time e meta' pensione); il 74% condivide la proposta di attingere ai fondi del contratto dei dirigenti piuttosto che a quello di istituto e, se costretti a scegliere tra Fondo d'istituto e scatti d'anzianita', il 60% manterrebbe i secondi. Infine, il 65% sarebbe favorevole a una proposta di legge tesa a separare organizzazione e della didattica e funzioni gestionali e amministrative con l'istituzione di un preside eletto dal collegio dei docenti. "La visibilita' della Gilda e' aumentata del 14% - ha sottolineato Di Meglio - e l'inchiesta ci induce ad intensificare le nostre battaglie. La categoria degli insegnanti si avvicina alla soglia di poverta' e noi non abbiamo intenzione di subire il blocco delle retribuzioni. Nei prossimi giorni ci incontreremo con gli altri sindacati e siamo pronti alla mobilitazione per recuperare lo scatto di anzianita', ottenere l'aumento contrattuale ed evitare il rischio di aumenti dell'orario di lavoro".

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scuolaproblemiprofessoristudenti
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