Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Scuola, la Corte Ue boccia il sistema delle supplenze italiano

Scuola, la Corte Ue boccia il sistema delle supplenze italiano

 

La Corte di giustizia europea ha bocciato oggi il sistema delle supplenze utilizzato nella scuola statale italiana. “La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola e’ contraria al diritto dell’ Unione,” si legge in una nota della Corte di giustizia Ue di Lussemburgo pubblicata oggi. “Il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non e’ giustificato,” si legge nella nota.

“La normativa italiana non prevede alcuna misura che limiti la durata massima totale dei contratti o il numero dei loro rinnovi,” spiega la nota, aggiungendo inoltre che “la normativa italiana non prevede alcuna misura diretta a prevenire il ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato.”

La nota conclude che le norme europee “non ammettono una normativa che, in attesa dellâ espletamento delle procedure concorsuali dirette allâ assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, autorizzi il rinnovo di contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti e di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per lâ espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo il risarcimento del danno subito a causa di un siffatto rinnovo.”  

In concreto significa che duecentocinquantamila precari della scuola possono chiedere la stabilizzazione e risarcimenti per due miliardi di euro, oltre agli scatti di anzianità maturati tra il 2002 e il 2012 dopo il primo biennio di servizio e le mensilità estive su posto vacante.