Il boss mafioso Sebastiano Brunno, latitante dal 2009, e’ stato arrestato stamane nell’isola di Malta dagli investigatori della Polizia di Stato. Inserito nell’elenco dei latitanti piu’ pericolosi, e’ considerato l’attuale “reggente” della cosca Nardo, egemone di Cosa nostra nell’entroterra della Sicilia orientale, legata al gruppo Santapaola. Brunno deve scontare una pena definitiva all’ergastolo per i reati di associazione di tipo mafioso e omicidio.
L’operazione, condotta dal Servizio centrale operativo e dalle Squadre mobili di Catania e Siracusa e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, si e’ conclusa oggi dopo mesi di attivita’ investigative condotte in Sicilia e, per i profili internazionali, nell’isola di Malta, con la collaborazione del Servizio cooperazione internazionale di polizia. In corso gli adempimenti per la successiva estradizione del boss.
Brunno deve scontare una pena definitiva all’ergastolo per l’omicidio, quello di Nicolo’ Agnello dell’11 aprile del 1992: la vittima aveva 44 anni e venne assassinata a colpi di fucile lungo la strada provinciale tra Lentini e Scordia. La vittima aveva precedenti per rapine e reati contro il patrimonio ed era indicato dagli investigatori come affiliato al clan mafioso dei Di Salvo. Brunno e’ stato poi arrestato assieme ad altre due persone il 19 giugno del 1999. Tutti e tre vennero indagati per le uccisioni di Sebastiano Corpo Liuzzo (avvenuta a Villasmundo il 27 febbario del 1992), di Salvatore Di Salvo e Antonino Urzi’ (Scordia, 27 settembre 1992) e di un agguato contro otto appartenenti alla cosca rivale Urso-Bottaro il 3 settembre 1992 a Noto. Scarcerato venne poi arrestato nel 2000 durante l’operazione ‘Santa Panagia’ nel corso della quale vennero arrestate una quarantina tra boss e gregari delle cosche siracusane cheerano state protagoniste nella prima meta’ degli anni novanta di una sanguinosa faida.
