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I risultati della Serie A

Ancora una vittoria presa per i capelli, ma che probabilmente vale la Champions: Mario Balotelli, quasi al termine di una partita giocata con poca lucidita’, piazza la zampata vincente e regala al Milan un successo di misura sul Torino, trafitto per l’ennesima volta nei minuti finali. Ventura mastica amarissimo, le occasioni piu’ pericolose del match le aveva create (e sprecate) di gran lunga la sua squadra, con Barreto fermato per due volte da Abbiati. E adesso la classifica si fa difficile. Il terzo posto del Milan invece e’ consolidato: +4 sulla Fiorentina a 3 giornate dalla fine. Molto piu’ che un’ipoteca.

Senza Montolivo e Ambrosini, ma con El Shaarawy regolarmente al suo posto: Allegri piazza Muntari davanti alla difesa con Nocerino e Flamini ai lati, mentre l’ex Genoa completa il tridente con Boateng e Balotelli. Il Torino se la gioca a viso aperto, nonostante un modulo di gioco apparentemente coperto: Ventura sceglie infatti il 5-3-2 per contrastare le iniziative sulle fasce dei rossoneri e punta tutto sulla rapidita’ di Cerci e Barreto, non a caso protagonisti di due grandi occasioni nei primi 20′. Se nel primo caso il sinistro di Cerci e’ troppo lento, nel secondo e’ clamoroso l’errore di Barreto, smarcato alla perfezione da un colpo di tacco dello stesso Cerci. Il Milan, forse “anestetizzato” dal ko di ieri sera della Fiorentina, mette in difficolta’ Gillet con un paio di conclusioni di Muntari e Boateng, poi lo stesso ghanese, di testa, spreca malamente (26′). Balotelli fatica ad accendersi, cosi’ come El Shaarawy, a secco dal 24 febbraio: il Milan colleziona angoli e ci prova da fuori, ma Gillet ha ancora la meglio su Boateng. Milan molle, anche se piu’ volenteroso in avvio di ripresa. Il Torino invece non riesce a ripartire piu’ con pericolosita’. E allora Allegri prova a dare la scossa, come contro il Catania, con l’ingresso di Pazzini (fuori El Shaarawy, ancora una volta deludente) che si piazza al fianco di Balotelli con Boateng alle spalle. Continuano a piovere tiri da fuori, domina pero’ l’imprecisione.

E l’occasionissima se la procura il Torino, con un contropiede da manuale: vola Cerci alle spalle di Constant, palla dentro per Barreto che trova un Abbiati ancora super e poi e’ sfortunato nel rimpallo successivo. Si rivede Balotelli: destro immediato, Gillet in due tempi. Ventura ci crede: fuori Brighi (buono il rientro del centrocampist), dentro Santana. C’e’ spazio nei 10′ finali anche per Robinho (per Flamini): destro del brasiliano da posizione defilata dopo azione insistita di Balotelli, Gillet in angolo. Meggiorini e D’Ambrosio in campo, ma gli ultimi minuti sono letali per il Torino e sorridono ancora una volta al Milan: sul cross di Constant torre di Mexes, Balotelli a porta vuota non puo’ sbagliare. E’ il 39′, in piena zona rossa per i granata, che restano a +4 sul terz’ultimo posto, occupato dal Palermo. Ancora una beffa per l’ottimo Torino di Ventura, mentre Allegri puo’ sorridere: la Champions e’ ormai a un passo.

l Catania dopo aver visto tramontare il sogno europeo non aveva piu’ niente da chiedere a questo campionato. Il Siena annaspava in fondo alla classifica alla ricerca disperata di punti salvezza. Ha vinto la maggiore tranquillita’ dei siciliani, che giocano una partita non trascendentale ma sufficiente per regolare con un netto 3-0 un Siena in chiaro affanno fisico e mentale dopo la lunga rincorsa per recuperare la penalizzazione. Grande giornata per Bergessio, autore di una tripletta. L’inizio e’ di marca senese, ma il Catania, molto raccolto dietro, sa pungere in contropiede. La prima occasione e’ proprio dei rossazzurri: filtrante di Barrientos per Bergessio, Pegolo salva tutto in uscita. Alla seconda, al 15′, gli etnei sono gia’ in vantaggio con un’azione tutta argentina: lancio calibrato di Barrientos, sulla sinistra c’e’ Castro che stoppa al volo, rientra sul difensore e premia l’inserimento di Bergessio, che fredda Pegolo con un diagonale chirurgico. Il centravanti tocca la doppia cifra col decimo centro stagionale. La partita degli ospiti stenta a decollare. Ci provano da fuori Rubin e Sestu, ma la mira e’ imprecisa. Se ci si poteva aspettare i ritmi non eccelsi degli etnei, stupisce la scarsa propensione offensiva dei bianconeri, che per tutto il primo tempo non danno mai l’impressione di poter impensierire la porta di Frison. Emeghara continuera’ inutilmente a fare a sportellate con i centrali avversari restando del tutto abbandonato a se stesso. La situazione per i toscani peggiora al 41′ quando Banti estrae il rosso diretto in faccia a Felipe, che tocca il pallone con la mano cadendo al limite dell’area. L’arbitro giudica il tocco volontario ed espelle il difensore per aver interrotto una chiara occasione da rete. Un minuto prima Emeghara aveva chiesto il calcio di rigore dopo un contatto spalla contro spalla con Spolli. La ripresa parte con il 2-0 negato a Castro: su azione d’angolo l’argentino mette in rete ma c’e’ un tocco di mano e l’arbitro annulla. Ancora Sestu calcia bene ma Frison sventa in corner. Ma se i toscani sperano per un attimo di riaprire la partita, Bergessio la chiude subito: stoppa in area un cross deviato dell’onnipresente Barrientos, si gira indisturbato (con Texeira fermo a guardare) e infila ancora di sinistro sul secondo palo. Qualche minuto dopo i tifosi catanesi esultano ancora: a Torino la Juventus e’ passata in vantaggio sui rivali regionali del Palermo, anch’essi a rischio B. Col passare dei minuti la partita si spegne, nel Siena comincia ad affiorare un certo scoramento mentre il Catania colpisce quando vuole. Strana la decisione di Iachini di sostituire Sestu, tra i piu’ positivi dei suoi, con l’impalpabile Mannini. Ancora Bergessio spreca il tris in contropiede sbagliando l’appoggio per Castro, poi Barrientos si libera al limite con un tunnel ma spara alto. La partita finisce al 26′ della ripresa quando Bergessio centra la personale tripletta ancora su cross di un eccellente Barrientos. Catania padrone, per il Siena e’ notte fonda. I restanti venti minuti al Massimino, a parte alcuni ottimi spunti del solito Emeghara, sono pura accademia degli eroi di casa. Anzi, il neoentrato Cani sfiora il poker impegnando severamente Pegolo. Giu’ il sipario, Catania a quota 51, Siena con un piede e mezzo in B.