
Prima si era denudato, poi aveva lanciato il figlio di nemmeno un anno giù dal balcone, infine si era buttato pure lui. I due si erano salvati, ma con diverse lesioni per il volo di una decina di metri. Per quanto accaduto il 2 giugno scorso a Ravenna è stato assolto un macellaio nigeriano, 35 anni, imputato di tentato omicidio aggravato.
Assolto perché “totalmente incapace di intendere e volere” al momento dei fatti. Per l’uomo, difeso dall’avv.Antonio Diogene, sono stati disposti sei anni di permanenza domiciliare nella casa del fratello, dove si trova tuttora. Respinta la domanda della Procura che, alla luce della presenza di nipoti nell’abitazione, aveva invece chiesto un aggravamento della misura restrittiva con ricovero in clinica.
Determinanti, nelle decisioni del Gup Piervittorio Farinella, sono state due analisi psichiatriche. Dopo la caduta, il nigeriano non è più riuscito a camminare in maniera corretta tanto da necessitare di una carrozzina. Grazie a una delicata operazione, è fuori pericolo anche il bimbo sebbene quel volo dal terzo piano lo abbia segnato per sempre. Il padre non ricorda nulla: sa che il piccolo è assieme alla madre, una giovane connazionale, ma non comprende perchè non glielo facciano più vedere.
