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Cronache

 

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di Anna Gaudenzi e Lorenzo Lamperti

"Quei negozi operano una vendita selvaggia al di fuori delle norme dello Stato". "I nostri prodotti non fanno male come i loro ma ci attaccano perché hanno paura, gli fanno gola i soldi". Tabaccai e sigarette elettroniche, è guerra aperta. Francesca Bianconi, presidente Assotabaccai, sferra il suo attacco in un'intervista ad Affaritaliani.it: "C'è un pauroso vuoto legislativo che ci sta danneggiando infinitamente". Filippo Riccio, ad di Smooke (la più grande catena europea nel settore delle bionde elettroniche), risponde sempre su Affari: "Cercano di screditarci perché ci sono grossi interessi in ballo".

Il mercato del fumo digitale continua ad allargarsi: 400 mila persone hanno abbandonato quello tradizionale e un altro milione e mezzo sono pronte a farlo. Ci si continua a interrogare sugli eventuali rischi per la salute. E sorgono tesi contrapposte: Roberto Cavion, Sert di Vicenza, sostiene che le sigarette elettroniche "non cancellano la dipendenza da nicotina". Riccardo Polosa, professore dell'università di Catania, ha realizzato uno studio nel quale al contrario si afferma che sono uno "strumento utile". E intanto il pm di Torino Raffaele Guariniello apre un'inchiesta: "Bisogna vietarle nei luoghi pubblici..." 

GUARINIELLO APRE UN'INCHIESTA: "VIETARE IL FUMO DIGITALE NEI LOCALI PUBBLICI"Salvatore Guariniello

guariniello

Nelle scorse settimane il pm di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un'inchiesta sulle sigarette elettroniche. I Nas hanno effettuato dei sequestri per problemi di etichettatura. Il pubblico ministero avvea ipotizzato il reato di immissione in commercio di prodotti pericolosi per un importatore di ricariche. Le confezioni, si è fatto notare, non riportavano informazioni relative ai danni per la salute del fumatore. Per questo, secondo il magistrato, il divieto di fumare nei bar e nei locali pubblici andrebbe esteso anche alle bionde digitali.

E' stato anche interpellato l'Istituto Superiore di Sanità che ha sottolineato come il prodotto sia già vietato in alcuni paesi, dall'Australia al Canada, dal Brasile alla Turchia fino alla Cina. Proprio il Paese che dieci anni fa ha dato alla luce la prima sigaretta elettronica. In attesa di disposizioni chiare, l'Iss ribadisce di indicare chiaramente al consumatore gli eventuali rischi per la salute "con apposite avvertenze sulla confezione dell'articolo in commercio".

LA GUERRA ASSOTABACCAI - SIGARETTE ELETTRONICHE

E DIGITALE FU... - Smooke è il primo marchio in Europa specializzato in sigarette elettroniche. Filippo Riccio spiega la sua origine: "Avevamo un'agenzia immobiliare e uno dei miei tre soci fumava tre pacchetti di sigarette al giorno. Fino a quando ha scoperto le sigarette elettroniche su internet e ha iniziato a usare solo quelle. Peccato bisognasse aspettare settimane per ricevere il prodotto e che lo si comprasse un po' al buio. Così ci siamo detti, perché non aprire un negozio? Dopo l'interminabile trafila burocratica abbiamo aperto il primo punto vendita a Torino nell'ottobre del 2010". In due anni e mezzo i numeri sono cresciuti in maniera esponenziale: "Ora abbiamo 210 negozi aperti e altrettanti in apertura. La nostra realtà dà lavoro a 55 dipendenti tutti assunti a tempo indeterminato, senza contare l'indotto di circa mille persone che lavorano nei negozi". Il cliente medio ha un'età "tra i 40 e i 45 anni ed è già un fumatore. Anzi, paradossalmente la sigaretta elettronica ha un impatto molto più forte su un fumatore più accanito".

LA POLEMICA - Tutto rose e fiori? Non proprio, a sentire Francesca Bianconi di Assotabaccai: "Non lo dice nessuno ma quando si entra in questi negozi ti viene detto che le sigarette elettroniche fanno smettere di fumare. Ma scusi, se fumo una sigaretta elettronica smetto di fumare o fumo solo diversamente?"
Filippo Riccio risponde: "Fumare la sigaretta elettronica è un modo alternativo di fumare, certo. Ma fa molto meno male. La cosa migliore è non fumare niente e respirare aria di montagna, questo è ovvio. Però non si mette in conto una cosa: chi fuma sigarette elettroniche è già un fumatore. E le sigarette elettroniche fanno infinitamente meno male di quelle tradizionali. In quelle normali ci sono 4600 sostanze tra le quali 2500 sono nocive. E poi c'è la combustione che rende le sostanze cancerogene. In quelle digitali c'è solo la nicotina e la combustione non c'è".
Assotabaccai contesta anche un altro aspetto: "E' vero che il fumo fa male ma sulle sigarette c'è un bollino che chiarisce i rischi per la salute. Nelle sigarette tradizionali sappiamo con certezza quello che c'è dentro, per quelle elettroniche non è così".
Riccio concorda: "Giustissimo tracciare i prodotti, ma i nostri sono tutti certificati e prima di essere venduti superano analisi ed esami di laboratorio".

LA BATTAGLIA SULLE ACCISE - Ma il nodo centrale della polemica sollevata da Assotabaccai è quella che riguarda le accise. "Queste attività commerciali non hanno assolutamente senso di essere", sostiene Francesca Bianconi. "La nicotina deve essere venduta nel circuito del monopolio di Stato, cioè nelle tabaccherie. Proprio per questo i tabaccai sono dei submandatari dello Stato che vengono tassati in una determinata maniera e che per svolgere questa attività devono rispettare determinate regole. Questi signori invece quali regole rispettano? Come vengono tassati? Noi prendiamo un aggio del 10%, loro quanto ci guadagnano? Siamo alla presenza di un vuoto legislativo che deve essere assolutamente colmato".
L'ad di Smooke non ci sta: "Ci sono grossi interessi in ballo, per questo ci attaccano e tentano di screditarci. Altro che salute, a loro interessano i soldi e le centinaia di migliaia di euro di tasse che perde lo Stato. Loro si lamentano perché le sigarette elettroniche perché le vorrebbero vendere loro. Stanno perdendo un sacco di soldi". Già, i danni per le tabaccherie sono alti, come spiega 
Francesca Bianconi: "L'aumento del prezzo non è andato a compensare la diminuzione di vendita delle sigarette e per noi questo è un segnale di crisi fortissimo".  Il tutto assume dimensioni ancora più rilevanti se si pensa che secondo le stime già 400 mila persone si sono convertite al digitale. "Ma secondo noi entro un anno saranno molti di più", afferma Riccio. "Almeno due milioni di fumatori in Italia passeranno alle sigarette elettroniche". 

@anna_gaudenzi

@LorenzoLamperti

 

I DUBBI PER LA SALUTE. "STRUMENTO UTILE". "NO, NON CANCELLANO LA DIPENDENZA"

Il dibattito sulle sigarette elettroniche è aperto anche sul fronte della salute. C'è chi sostiene che il fumo digitale faccia male quasi quanto quello tradizionale. Al contrario in molti affermano sia lo strumento ideale per cancellare la dipendenza di nicotina. Riccardo Polosa, professore all'Università di Catania, ha condotto uno studio recentemente pubblicato sul BMC Public Health che conferma l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche: "La dipendenza fisica e psicologica da fumo di sigaretta è una malattia cronica recidivante", si legge. "Il fumo, anche passivo, provoca gravi danni alla salute di adulti e bambini: patologie tumorali, disturbi cardio-circolatori, respiratori, invecchiamento precoce. Le sigarette elettroniche sono uno strumento utile, a basso rischio espositivo, per ridurre o eliminare la dipendenza da sigarette tradizionali".

La pensa in maniera opposta Roberto Cavion, psicologo del Sert di Vicenza. Secondo il medico la sigaretta elettronica o e-cigarette che dir si voglia farebbe male e non toglierebbe la dipendenza da nicotina. Cavion ha puntato il dito sul mancato sostegno al consumatore, che lui considera come un paziente: "Non si può agire in autonomia", ha dichiarato. "Servono assistenza e dosaggi, il fai da te è pericoloso come quello nelle diete. Serve un medico. Non si smette di fumare, anzi si rimane dipendenti e molti non lo hanno ancora realizzato“. 

 

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