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Cronache

di Antonino D'Anna

Giornata di attese e smentite, quella in cui l'alba viene salutata dalla notizia che la diocesi di Friburgo starebbe pensando ad un cammino per riammettere i divorziati risposati ai Sacramenti, e l'annuncio della convocazione di un Sinodo che nel 2014 riunirà 150 prelati attorno al Papa per discutere di famiglia e morale sessuale. Le notizie che arrivano dalla Germania sono state smentite dal portavoce vaticano Padre Federico Lombardi che, parlando con Vatican Insider, ha osservato come al momento per i divorziati non cambi nulla: “Non c'è nessuna novità per i divorziati risposati: il documento proviene infatti da un ufficio pastorale locale e non investe la responsabilità del vescovo”. Insomma: “una fuga in avanti, che non è ufficialmente espressione dell'autorità diocesana”. Una dichiarazione che frena gli entusiasmi e che si colloca in quella previsione fatta dal responsabile dei lefebvriani tedeschi Matthias Gaudron, secondo il quale la Chiesa cattolica tedesca crollerà in 15-20 anni. Il punto è che Mohrle sa di che cosa sta parlando, e lo dice allo Spiegel: “Vogliam oessere aperti nei confronti delle persone colpite dal fallimento del matrimonio, ascoltarli e dare loro una risposta”.

Anche perché il tasso di divorzi è alto, e una risposta serve. Del resto, in Germania l'intervista rilasciata da Francesco a padre Antonio Spadaro SJ, direttore della rivista gesuita “La civiltà cattolica”, ha avuto una vasta eco. E lo stesso presidente dei vescovi tedeschi, Robert Zollitsch (arcivescovo emerito di Friburgo) ha visto nelle parole del Papa un incitamento a fare meglio, partendo proprio dal dialogo. Vedremo se ora ci sarà un'ulteriore marcia indietro oppure no. Certo è segno di un clima diverso, nel quale un ufficio pastorale può prendersi la briga di stendere e inviare a tutti i sacerdoti della diocesi di Friburgo un documento simile.

Dove invece ci potranno essere interessanti sorprese sarà con il prossimo Sinodo straordinario dedicato alla famiglia e che si terrà in Vaticano dal 5 al 9 ottobre dell'anno prossimo. È lecito attendersi delle novità da questo momento. Perché il Papa, appunto, ha ipotizzato una Chiesa in cui i Sinodi non saranno più semplici sfogatoi, ma soprattutto dei luoghi in cui il consiglio dei vescovi potrà aiutare il Pontefice nel governo della Chiesa. Allo stato attuale i Sinodi producono documenti dal valore consultivo: ma c'è una riforma della Chiesa cattolica in corso, a cominciare dalla Curia, e in questo clima il Sinodo che verrà potrebbe essere un interessante banco di prova della Chiesa secondo Francesco. Con il clima portato da questo Papa, insomma, il Sinodo potrebbe andare più a briglia sciolta. E siccome si occuperà anche di morale sessuale, non è esclusa qualche innovazione. Se son riforme, cambieranno.

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