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“Il dialogo e’ l’unica via della pace. Tutti depongano le armi e si lascino guidare dalla voce della propria coscienza per non chiudersi nei propri interessi, ma intraprendere con coraggio la via del confronto e del negoziato”. Lo ha detto Papa Francesco all’Angelus, pronunciando un appello molto sentito per scongiurare la guerra che si profila. “Il mio cuore – ha detto – e’ profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato dai drammatici sviluppi che si prospettano”.
“Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche: ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini”. Lo ha quasi gridato Papa Francesco prima dell’Angelus. “C’e’ – ha aggiunto – un giudizio di Dio e della storia alle nostre azioni, a cui non si puo’ sfuggire”. “Non e’ mai l’uso della violenza che porta alla pace, la guerra chiama la guerra, la violenza chiama la violenza”. E’ questo il forte monito lanciato oggi da Papa Francesco all’Angelus. “Quest’oggi cari fratelli e sorelle – ha spiegato il Pontefice – vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica famiglia umana, con angoscia crescente: e’ il grido della pace”. “Il grido – ha continuato Francesco – che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, essere uomini di pace”. “Il grido – ha scandito il Papa – dell’umanita’ dilaniata da conflitti: scoppi la pace, mai piu’ la guerra, mai piu’ la guerra, la pace e’ un dono troppo prezioso che deve essere promosso e tutelato”. ASSAD – La Siria “e’ in grado di far fronte a qualsiasi aggressione esterna”. Lo ha affermato oggi il presidente Bashar al Assad secondo quanto riportano le tv nazionali siriane. “La minaccia americana – ha detto Assad – non scoraggera’ la Siria dal perseguire i suoi principi o la sua lotta contro quel terrorismo sostenuto da numerosi paesi occidentali, primi di tutti gli Stati Uniti di America”. |
Come anticipato da Barack Obama, la Casa Bianca ha richiesto formalmente al Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione per condurre attacchi militari in Siria. Il Senato votera’ sulla risoluzione entro il 15 settembre, ha fatto sapere intanto il capo della maggioranza democratica nella Camera alta, Harry Reid.
Nella bozza di risoluzione, si spiega che il sostegno di Capitol Hill all’operazione “invierebbe un chiaro segnale della determinazione americana”. “L’obiettivo dell’uso della forza da parte degli Stati Uniti con questa autorizzazione dovrebbe essere quello di scoraggiare, bloccare impedire e limitare il potenziale per un futuro impiego di armi chimiche o di altre armi di sterminio”, si legge nel testo della risoluzione. Reid ha spiegato che anche se il Congresso riprendera’ i lavori solo il 9 settembre, gia’ dalla settimana prossima il Senato avviera’ audizioni e briefing top secret con i vertici dell’Amministrazione. In questo modo potra’ votare sulla risoluzione entro la fine della prima settimana di ripresa dei lavori, il 15 settembre. Il leader democratico ha detto di ritenere “un uso limitato” della forzacontro il regime di Bashar al-Assad “giustificato e necessario” alla luce delle “atrocita’” commesse con l’attacco con armi chimiche del 21 agosto.
Provocazione di Sarah Palin nel dibattito per un possibile intervento militare americano in Siria: “Lasciamo che ci pensi Allah”, ha scritto l’ex governatore dell’Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza Usa sul suo profilo Facebook. In un post la Palin ha isservato che nel conflitto siriano “estremisti islamici sono contro un regime autoritario, con entrambe le parti che si gridano l’una contro l’altra: ‘Allah Akhbar’ (Allah e’ grande). E allora che ci pensi Allah”. L’esponente repubblicana ha ironizzato su Barack Obama, un “premio Nobel per la pace” che adesso “ha bisogno di ottenere l’approvazione del Congresso prima di portarci in guerra”. Si tratta, ha osservato, delle “stesse guerre” lanciate a suo tempo da George W. Bush “a cui Obama ha veementemente detto di opporsi perche’ mancavano le prove che fossero in gioco gli interessi vitali dell’America”.

