Prometeo è simbolo di ribellione all’autorità degli dei. Ora un software creato da tre giovani finanzieri e ‘donato’ alla Procura Generale di Milano sfida la pachidermica organizzazione della giustizia. Il sistema ‘Prometeo’ promette di accelerare la gestione delle 28mila pratiche e va oltre la dicotomia pubblico-privato…
Il sistema Prometeo è stato approntato dal team dell’Avvocato dello Stato Laura Bertolè Viale (come raccontato da giustiziami) nel 2013. L’idea è nata per rispondere alla necessità di velocizzare i tempi di gestione delle pratiche d’ufficio, che molto spesso sommergono (persino letteralmente) legali e magistrati. Il team dell’avvocato, composto da Davide Carnevali, Luigi Cerulli e Damiano Franco ha così ideato e lanciato un software innovativo in grado di dare un netto taglio alla elefantiaca tempistica di gestione di carte e scartoffie.
Su indicazioni degli impiegati, quelli che poi si ritrovano materialmente ad archiviare e gestire le pratiche quasi sempre ancora su obsoleti supporti cartacei, il team è riuscito a creare un software capace di gestire persino le 28 mila pratiche che giacciono nell’ufficio della Procura Generale di Milano. Prometeo, che si presenta come un normale sito web, è la chiave per sostituire i vecchi registri cartacei ed è basato su tecnologie open source. Per questo è utilizzabile anche in altre amministrazioni.
Un’occasione che non può che fare gola a un mondo, quello della giustizia, ancorato a tempi drammaticamente lenti e che ci sono costati più di un rimbrotto dall’Unione Europea. E così, mentre il pubblico spende milioni per provare ad avviare la difficile informatizzazione dei processi, ecco che dal privato può arrivare la soluzione…
