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Michigan, uomo apre il fuoco contro passanti: sette morti

Michigan, uomo apre il fuoco contro passanti: sette morti
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Sette morti, tra cui un bambino. Un sospetto arrestato dalla polizia. Nella serata delle primarie in Nevada e South Carolina, una nuova strage insanguina l’America

Sette morti, tra cui un bambino. Un sospetto arrestato dalla polizia. Nella serata delle primarie in Nevada e South Carolina, una nuova strage insanguina l’America. L’allarme per un possibile atto di terrorismo fa irruzione nella campagna elettorale, dove molti candidati hanno preso posizione sulla diffusione delle armi da fuoco. La prima notizia arriva poco dopo la mezzanotte sulla East Coast, le 6 del mattino in Italia. Arriva dalla contea di Kalamazoo nel Michigan (circa 200 km a ovest di Detroit), la prima a darla è una tv locale affiliata al network Nbc News.

Sei morti e tre feriti, di cui almeno uno in condizioni disperate, è il primo bilancio di quella che la tv locale descrive come una ‘sparatoria a casaccio’. La fonte è il vice-sceriffo di contea Paul Matyas che parla di “scenario da incubo, qualcuno si aggira in auto sparando sulla gente”. Le vittime sarebbero state colpite in un ristorante della catena Cracker Barrel e vicino ad un concessionario auto della Ford. L’autore della strage viene descritto come un maschio bianco di mezza età, alla guida di un Suv di colore scuro. Due ore dopo la polizia locale annuncia di avere arrestato il presunto colpevole: è un bianco di 45 anni che non ha opposto resistenza durante il fermo. Nel suo veicolo, rintracciato grazie a testimonianze e immagini da telecamere fisse, gli agenti avrebbero trovato le armi usate negli agguati. “La minaccia è passata” dice Paul Mathyas. Le forze dell’ordine non indicano un possibile movente dell’omicida. La scelta delle vittime viene definita ‘random’, casuale, un termine che sembra escludere la pista del terrorismo. Poco più tardi, la notizia della settima vittima: in ospedale muore una ragazzina di 14 anni rimasta ferita dai colpi sparati al ristorante.

In mancanza di notizie sui moventi della strage, questa sparatoria evoca comunque dei temi roventi della campagna elettorale. Più volte dibattuto è l’accesso alle armi da fuoco. Per i repubblicani è un dogma il diritto ad armarsi. Dopo la morte del giudice costituzionale Antonin Scalia, un repubblicano che ha sempre interpretato in modo radicale il Secondo Emendamento sul porto d’armi, tutti i candidati repubblicani hanno auspicato l’ostruzionismo del Senato per impedire che Obama nomini un giudice democratico. Tra gli argomenti: il timore che una nuova maggioranza alla Corte suprema possa riaprire il dibattito sulle armi. Ma questo tema è scottante anche in campo democratico. Hillary Clinton ha rimproverato al suo rivale Bernie Sanders di non avere votato al Senato una proposta di legge (da lei appoggiata) per rendere i fabbricanti d’armi perseguibili per danni in occasione delle stragi.

Un altro tema della campagna elettorale è la minaccia del terrorismo islamista, che in America ha colpito ancora di recente: il 2 dicembre scorso a San Bernardino, in California, dove una coppia di islamisti uccise 14 persone. Proprio nei giorni scorsi quella strage è tornata all’attenzione nazionale – e ha provocato reazioni tra i candidati – quando l’Fbi e la magistratura (con l’appoggio dell’Amministrazione Obama) hanno chiesto ad Apple di decrittare l’iPhone dei due terroristi. Donald Trump ha lanciato la parola d’ordine “boicottare Apple” dopo il rifiuto dell’azienda di ottemperare alle richieste del giudice. Lo stesso Trump, così come il suo rivale Tred Cruz, hanno più volte accusato Obama di non avere combattuto con efficacia il terrorismo islamista.