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Stamina, i Nas sequestrano le cellule

Intervento dei carabinieri di Torino agli Spedali Civili di Brescia. Andolina polemico: “Sembra che ormai sia reato ottemperare alle sentenze dei tribunali”. Il padre della piccola: “Delittuoso, è un accanimento”

“Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Belleri ha telefonato personalmente al papà di Noemi per avvisare che non sarà fatta l’infusione perchè i Nas di Torino hanno sequestrato le cellule staminali”. Lo ha detto Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation. Andolina, confermando il nuovo atto della Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta del procuratore Guariniello sulla vicenda Stamina, ha poi aggiunto che “le infusioni sono bloccate. Sembra che ormai sia reato ottemperare alle sentenze dei tribunali”.

Il sequestro, secondo quanto si è appreso, è stato disposto per impedire la prosecuzione di “attività delittuose”. Il provvedimento, di 80 pagine, è del gip Francesca Christillin e affida al direttore della struttura sanitaria la custodia delle cellule e delle attrezzature.

Andrea Sciarretta, il papà della piccola Noemi, si dice “inorridito” per la decisione del gip. La figlia avrebbe dovuto sottoporsi alla prima infusione il 26 agosto. “Dicono – spiega Sciarretta all’Agi – che nel provvedimento si legge che il fine è impedire la prosecuzione di una attività delittuosa. Delittuoso per me è violare le scelte di un individuo orfano di cure. E sono riusciti alla grande a impedire a Noemi di curarsi”.

Sciarretta ricorda come sia stato duro per la bimba di due anni e mezzo arrivare alla fissazione della data della prima infusione, “un anno e mezzo di battaglie legali”. “Noemi ha dalla sua la legge, quattro volte – dice ancora l’uomo, provato ma deciso ad andare avanti – i giudici avevano capito che si perdeva tempo già quando c’è stato il ricorso alla prima data fissata dal tribunale, il 27 luglio. Ora, a due giorni da quella che per noi era una data di speranza, arriva il sequestro delle cellule. Sono accanimenti. Non ce l’aspettavamo. Ora non so se si potrà fare qualcosa, ma soprattutto non so quanto altro tempo servirà. E’ allucinante. Forse il fatto che Noemi potesse cominciare la cura era considerato un pericolo”.