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Cronache

Dopo il durissimo articolo della rivista 'Nature', che di fatto stronca il metodo Stamina, il presidente di Stamina Foundation Davide Vannoni va al contrattacco, e in un lungo posto su facebook pubblicato questa mattina detta le sue condizioni per dare finalmente il via alla sperimentazione: "A questo punto direi che se il ministro Lorenzin vuole dare seguito a quanto deciso dalle Camere dovra' fornire a Stamina garanzie maggiori di obiettivita' della sperimentazione. Se, invece, ritiene di dare seguito alle argomentazioni di Bianco & co, chiediamo che ne dia comunicazione immediata, in modo da non farci perdere piu' tempo, in funzione, soprattutto, delle centinaia di persone che a Brescia attendono di essere trattate con la metodica Stamina e che, nonostante questi maccheronici opinionisti, e' gia' una realta' terapeutica per centinaia di persone".

Vannoni in particolare pone sei condizioni: "La standardizzazione che stiamo facendo della metodica non venga in alcun modo modificata. Spetti a Stamina la scelta delle tre patologie su cui fare la sperimentazione (suggeriamo Sla, paresi cerebrale infantile ed una malattia degenerativa non neurologica). Venga individuato un solo laboratorio per la produzione cellulare in cui i nostri biologi possano controllare la produzione. Vengano individuati al massimo due centri per le applicazioni cliniche e le valutazioni che siano in prossimita' del centro di produzione. Venga nominata una CRO (organismo di controllo internazionale super partes) che certifichi tutti i dati ottenuti e l'applicazione della buona pratica clinica". Nel post Vannoni torna a replicare anche a 'Nature', che "questa volta rasenta il patetico (non che prima vi fosse tanto lontana). Si rifa' alle solite domande di brevetto per dire che due foto su 5 sono state prese dagli articoli dei russi che hanno collaborato con noi e da cui nasce la radice della metodica Stamina. Non si capisce invece da dove nasca la presunzione di inefficacia, riportata dai tre illustri "scienziati" visto che non sanno come differenzi le cellule Stamina ne' quali risultati terapeutici abbia raggiunto". "Credo che Nature - prosegue Vannoni - nella speranza di far fare brutta figura ad una fondazione onlus italiana, stia, in realta', scadendo e facendo solo politica di basso livello, cercando di dare manforte a due 'grandi scienziati italiani' che non avendo nulla da sperimentare e, non avendo mai curato nessuno, preferiscono che nessun altro lo faccia". "Mi stupisce, invece, piu' di tutto - conclude - l'intervento del direttore generale dell'AIFA Luca Pani che parla del "disordine" del laboratorio di Brescia per dedurre che manchi la metodica. A parte il fatto che il laboratorio di Brescia e' molto ordinato, non riesco a trovare attinenza logica tra questi due pensieri distinti. Spero che questa forma di pensiero dissociato si ritrovi, nel dott. Pani, anche tra il pregiudizio e l'oggettivita' richiesta ad una sperimentazione".

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