A- A+
Cronache

La Corte di assise di Palermo ha appena ricevuto la lettera del Capo dello Stato che da' la sua disponibilita' a deporre come testimone nel processo per la trattativa Stato-mafia. Lo ha reso noto il presidente della stessa Corte, Alfredo Montalto, nel corso di una pausa dell'udienza. Stamattina in apertura il magistrato aveva affermato che la missiva del Quirinale non era ancora pervenuta. Nel corso della mattinata e' stata pero' recapitata in cancelleria, e Montalto ha detto che si riserva di darne lettura in aula, dopo aver valutato se il contenuto e' di pertinenza con i fatti processuali.

IL GIALLO - "La lettera del Capo dello Stato non e' ancora pervenuta. La Corte, allorche' perverra', si riserva di esaminalrla e ove il contenuto sia rilevante per il processo di metterla a disposizione delle parti per le eventuali rispettive valutazioni e determinazioni". Lo ha detto il presidente della Corte di Assise di Palermo, Alfredo Montalto, in apertura della nuova udienza del processo per la trattativa Stato-mafia questa mattina. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, citato come teste dalla Procura, ha accettato di deporre nei limiti in cui la Corte ha ammesso la sua testimonianza e cioe' soltanto sulla lettera del defunto consigliere giuridico del Quirinale, Loris D'Ambrosio.

E' stata inviata dal Quirinale giovedi' scorso la lettera alla Corte d'Assise di Palermo nella quale si informa che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' pronto a testimoniare al processo sulla trattativa tra Stato e mafia. E' quanto riferiscono fonti del Quirinale. La lettera, spiegano le stesse fonti, e' stata spedita intorno alle 18,30 per posta, in modo che giungesse con la necessaria riservatezza al presidente della Corte d'Assise Alfredo Montalto.

"Salvatore Biondino mi disse che per quanto riguarda il progetto di uccidere Giulio Andreotti e il figlio, si stavano interessando i fratelli Graviano a Roma. C'era qualche problema perche' gli venne rinforzata la scorta. Ma l'omicidio si sarebbe fatto". Lo ha detto il pentito Francesco Onorato rispondendo al pm Nino Di Matteo oggi nell'udienza del processo per la trattativa Stato-mafia. A proposito del fallito attentato contro il giudice Giovanni Falcone all'Addaura, il collaboratore di giustizia ha affermato, citando sempre Biondino: "Mi disse che eravamo stati noi a mettere in giro la voce che era stato Falcone stesso a mettersi la bomba. Dovevamo far diventare Falcone come un bugiardo, un uomo di poco conto. Mi disse anche che questa era una pressione fatta dai politici".

Tags:
stato-mafiacorteletteranapolitanoandreotti
in evidenza
Wanda Nara, perizoma e bikini Lady Icardi è la regina dell'estate

Foto mozzafiato della soubrette

Wanda Nara, perizoma e bikini
Lady Icardi è la regina dell'estate

i più visti
in vetrina
Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena





casa, immobiliare
motori
BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3

BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.