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"La lettera del capo dello Stato non puo' essere intesa come sostitutiva della testimonianza del teste. La lettera infatti non esaurisce l'argomento, da chiarire cosi' come da capitolato di prova": lo ha detto il procuratore aggiunto Vittorio Teresi opponendosi all'acquisizione della lettera del capo dello Stato al fascicolo del dibattimento del processo per la trattativa Stato-mafia e confermando dunque la richiesta di ascoltare il presidente della Repubblica come teste. Secondo Teresi, quella di acquisire la missiva "e' una richiesta alquanto curiosa quella delle difese poiche' questa lettera non e' un documento formale, in quanto tale .

E' un atto che il presidente ha inteso inviare quale persona chiamata a testimoniare. Non credo che questo atto 'diverso' possa trovare ingresso nel dibattimento. Mentre la deposizione del capo dello Stato potra' chiarire alcuni aspetti fondamentali".

Sulla stesse posizioni della Procura anche la difesa di Massimo Ciancimino, imputato ma anche testimone chiave dell'accusa. La lettera di Napolitano, dunque, non entra nel fasciolo del dibattimento. La Corte potra' comunque, se ne ricorreranno i presupposti, revocare la testimonianza del capo dello Stato in base ad elementi che dovessero eventualmente emergere nel corso del processo. Prossima udienza il 5 dicembre per ascoltare il pentito Leonardo Messina.

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Cronache

 

giuramento napolitano 2

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"La lettera del capo dello Stato non puo' essere intesa come sostitutiva della testimonianza del teste. La lettera infatti non esaurisce l'argomento, da chiarire cosi' come da capitolato di prova": lo ha detto il procuratore aggiunto Vittorio Teresi opponendosi all'acquisizione della lettera del capo dello Stato al fascicolo del dibattimento del processo per la trattativa Stato-mafia e confermando dunque la richiesta di ascoltare il presidente della Repubblica come teste. Secondo Teresi, quella di acquisire la missiva "e' una richiesta alquanto curiosa quella delle difese poiche' questa lettera non e' un documento formale, in quanto tale .

E' un atto che il presidente ha inteso inviare quale persona chiamata a testimoniare. Non credo che questo atto 'diverso' possa trovare ingresso nel dibattimento. Mentre la deposizione del capo dello Stato potra' chiarire alcuni aspetti fondamentali".

Sulla stesse posizioni della Procura anche la difesa di Massimo Ciancimino, imputato ma anche testimone chiave dell'accusa. La lettera di Napolitano, dunque, non entra nel fasciolo del dibattimento. La Corte potra' comunque, se ne ricorreranno i presupposti, revocare la testimonianza del capo dello Stato in base ad elementi che dovessero eventualmente emergere nel corso del processo. Prossima udienza il 5 dicembre per ascoltare il pentito Leonardo Messina.

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