Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Strage Crans-Montana, ennesima beffa per l’Italia: “Non è parte civile”. Immediato ricorso e nuovo scontro con la Svizzera

Strage Crans-Montana, ennesima beffa per l’Italia: “Non è parte civile”. Immediato ricorso e nuovo scontro con la Svizzera

La procura del Cantone del Vallese ha respinto la richiesta dello Stato Italiano

Strage Crans-Montana, ennesima beffa per l’Italia: “Non è parte civile”. Immediato ricorso e nuovo scontro con la Svizzera
Incendio Crans Montana

Torna d’attualità la tragedia di Crans Montana, l’incendio di Capodanno nella località svizzera che costò la vita a 41 persone. Le indagini proseguono ma anche i rapporti tesi tra Italia e Svizzera. L’ultima novità riguarda la decisione presa dalla procura del Cantone Vallese di respingere la richiesta dello Stato Italiano di costituirsi parte civile nel processo. La decisione – secondo quanto emerge dal dossier dell’inchiesta – sarebbe stata comunicata il 23 luglio scorso.

Secondo i magistrati svizzeri, “né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa”. Una tesi contro cui l’Italia ha già presentato ricorso. I rapporti tra l’Italia e la Svizzera si fanno di nuovo tesi dopo questa ennesima decisione discutibile. A marzo ad alcune famiglie di ragazzi italiani feriti erano state recapitate salatissime fatture dell’ospedale di Sion per le cure prestate nelle ore immediatamente successive alla strage.

Nell’inchiesta aperta a Sion sulla strage in cui sono morte in totale 41 persone e 115 sono rimaste ferite, risultano al momento 15 indagati, tra cui Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation e il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. I reati ipotizzati sono incendio, lesioni aggravate e omicidio colposo.