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Cronache

di Laurent De Bai

L'ex-presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti è stata arrestata questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sul nodo fiorentino della Tav. L'indagine della procura di Firenze aveva portato a indagare 30 persone tanto che a gennaio i carabinieri del Ros aveva eseguito perquisizioni in Tutta Italia. In quell'occasione furono interessati anche la casa e ufficio della ex presidente della Regione, attuale presidente dell'Italferr. L'avvocato Luciano Ghirga, che assiste l'ex governatrice ha confermato la notizia dell'arresto. Lorenzetti, che era stata accusata di abuso di ufficio, corruzione e associazione a delinquere, da questa mattina, sarebbe ai domiciliari nella sua casa di Foligno.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, «Maria Rita Lorenzetti, quale presidente di Italferr» nell’ambito dell’appalto sul nodo fiorentino della Tav, avrebbe operato «mettendo a disposizione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati, nell’interesse e a vantaggio della controparte Novadia e Coopsette, da cui poi pretendeva favori per il marito nell’ambito della ricostruzione dell’Emilia». Il terremoto politico-giudiziario che parla di rifiuti smaltiti in maniera pericolosa e di grandi opere fatte con macchinari e materiali scarsamente sicuri corrompendo anche funzionari ministeriali si registra giovedì mattina e come epicentro ha la procura di Firenze. Da lì partono gli uomini del Ros e della Forestale per andare a fare perquisizioni in mezza Italia per la presunta ‘malagestione’ dell’appalto per la costruzione del nodo fiorentino dell’Alta velocità che coinvolge personaggi di prim’ordine come Maria Rita Lorenzetti e Ercole Incalza, dirigente dell’unità di missione del ministero delle Infrastrutture. Insieme a loro, funzionari dell’Autorità di vigilanza sulle opere pubbliche, delle commissioni dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente. L’indagine era partita nel 2010 dopo alcuni accertamenti svolti dalla Forestale che avevano fatto emergere l’esistenza di un consistente traffico di rifiuti speciali, smaltiti illegalmente, e la truffa ai danni della Rete Ferroviaria Italiana, per cui si configura anche l’ipotesi di infiltrazioni mafiose.

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