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Telecamere sulla divisa per i poliziotti per registrare gli scontri

Telecamere sulla divisa per i poliziotti per registrare gli scontri
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Telecamere montate sulla divisa dei poliziotti che svolgono servizio di ordine pubblico. Il Viminale ha dato il via alla sperimentazione

Telecamere montate sulla divisa dei poliziotti che svolgono servizio di ordine pubblico. Il Viminale ha dato il via alla sperimentazione. Per il momento si tratta solamente di un esperimento di sei mesi nelle due città, Roma e Milano, dove più frequentemente si tengono cortei. Ma se dovesse funzionare il progetto verrà esteso ad altre città.

L’introduzione delle telecamere  è volta a ridurre gli incidenti, scontri e comportamenti violenti da ambo le parti. Dove sono stati utilizzati dispositivi di ripresa digitale, infatti, gli scontri sono diminuiti, come pure le polemiche e le denunce.

Le telecamere sulle divise dei poliziotti “potrebbero essere una cosa positiva, è un occhio imparziale che dà la possibilità di valutare a tutela di tutti”. Lo dice all’Adnkronos Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il diciottenne di Ferrara morto all’alba del 25 settembre 2005 in seguito ad un controllo di polizia. “Avere una telecamera che riprende la realtà è uno dei tanti provvedimenti che si potevano adottare ma – spiega Moretti – quello che deve cambiare o deve essere migliorato è l’approccio in senso generale: basta contrasti. La telecamera è utile a tutti ma vorrei che non ci fossero più motivi di contrasto tra i cittadini e la polizia. Si potrà arrivare ad un’evoluzione se ci sarà la volontà. Non dobbiamo avere paura della polizia, perchè la polizia non deve essere un pericolo”.