Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Terrorismo, ricercatrice fermata a Palermo: scontro Procura-Gip

Terrorismo, ricercatrice fermata a Palermo: scontro Procura-Gip

Terrorismo, ricercatrice fermata a Palermo: scontro Procura-Gip
donna libica
A Catania arrestati 4 somali: trafficavano in documenti falsi. Fermata e poi rilasciata una dottoranda libica a Palermo da tre anni. La donna, Khadiga Shabbi, era in contatto con diversi foreign fighters e faceva propaganda per Al Qaeda sul web

Terrorismo: 4 somali arrestati a Catania, blitz e perquisizioni – Sono quattro le persone arrestate dalla Polizia di Catania: si tratta di somali nati a Mogadiscio e domiciliati a Gravina di Catania, accusati di detenzione di documenti falsi validi per l’espatrio, di fabbricazione di documenti falsi validi per l’espatrio e di atti volti a procurare illegalmente l’ingresso e la successiva permanenza nel territorio italiano e di Stati esteri. Sono stati denunciati un minore straniero e un italiano, mentre altri 15 stranieri rintracciati nelle abitazioni sono stati trattenuti a disposizione dell’Ufficio Immigrazione per gli accertamenti. Le indagini sono state avviate dalla Digos nell’ambito dei controlli anti-terrorismo. La polizia ha programmato dei controlli in alcuni luoghi di aggregazione di soggetti potenzialmente contigui al fondamentalismo islamico e, in particolare, nei confronti della comunita’ somala, ritenuta, spiega la polizia, di “interesse investigativo atteso che in Somalia e’ attiva l’organizzazione terroristica denominata Al Shabaab”. In questo contesto sono state perquisite alcune abitazioni di via Paolo Orsi nel quartiere Fasano del Comune di Gravina di Catania dove alloggiano numerosi somali.

Roberti: “Ricercatrice libica? Per me era da carcere –  “Rispettando le decisioni del giudice, anche quelle che non ci convincono, io credo che ci fossero forti e fondati elementi per la conferma della custodia cautelare” nei confronti della ricercatrice libica accusata di apologia e istigazione al terrorismo a Palermo. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, al termine di un incontro al ministero della giustizia tra il guardasigilli, Andrea Orlando, e i procuratori distrettuali antimafia. Roberti, che ha partecipato all’incontro, ha poi aggiunto: “il giudice e’ stato di avviso diverso. Rispettiamolo. Ritengo ad ogni modo che la Procura di Palermo fara’ ricorso per Cassazione e cosi’ come e’ gia’ avvenuto in passato sono convinto che il ricorso sara’ accolto”.

Questore Palermo, allerta resta massima – “Contro la minaccia del terrorismo abbiamo messo in campo il massimo del nostro impegno con la regia della Prefettura di Palermo. Rimane la massima allerta ma il mio augurio per il futuro e che non succeda nulla”. A dirlo il questore di Palermo Guido Longo parlando con i giornalisti, nel giorno in cui e’ stata diffusa la notizia del fermo della ricercatrice libica, per la quale il Gip ha disposto la scarcerazione e l’obbligo di dimora, pur confermano i gravi indizi. Tra le priorita’ della polizia, rimane la lotta al terrorismo rispetto al quale c’e’ stato “un potenziamento dei controlli sul territorio in particolare per gli obiettivi sensibili come le caserme o i luoghi di interesse culturale e di culto come la Cattedrale e la Cappella Palatina”. Riguardo all’aumento dei flussi migratori, il questore ha sottolineato come non ci sia “assolutamente alcun collegamento tra l’incremento dell’immigrazione e il fenomeno del terrorismo”. Infine, alla domanda se Palermo sia da considerarsi un obiettivo sensibile, Longo ha aggiunto: “Qualunque parte del nostro Paese e’ sensibile. Noi -ha concluso- non dobbiamo abbassare la guardia”.

Libica fermata, Lo Voi “impugneremo scarcerazione” – “La misura e’ del tutto inadeguata alle esigenze cautelari e all’intensissima rete di rapporti intrattenuti dall’indagata, oltre che contraddittoria e contraria alla piu’ recente giurisprudenza. Pertanto la impugneremo”. Lo afferma il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi, commentando il provvedimento con cui il gip di Palermo ha convalidato il fermo, ma ha detto no al carcere e imposto l’obbligo di dimora alla ricercatrice libica di 45 anni, accusata di istigazione a commettere atti di terrorismo. La procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.

Resta il fatto che la donna e’ stata gia’ scarcerata. Era detenuta al carcere palermitano di Pagliarelli in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo. Stamattina il gup Ferando Sestito ha disposto solo l’obbligo di dimora, mentre la Procura che aveva chiesto l’arresto, ha annunciato che impugnera’ il provvedimento. Domenica quando la donna e’ stata portata in questura per l’dentificazione ha chiesto ai poliziotti di potere pregare Allah. Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4 al largo della citta’, la donna avrebbe affermato: “Questa e’ la vendetta divina”.

Il Gip fa rilasciare la donna libica – Il Gip con una sentenza di 75 pagine l’ha subito fatta rilasciare imponendo soltanto l’obbligo di dimora a Palermo, nella sua casa dell’Albergheria, nel centro storico della città, da dove non potrà uscire dalle 8 della sera alle 7 del mattino.

Terrorismo, fermata a Palermo una ricercatrice libica – Fermata a Palermo dalla polizia una dottoranda di ricerca della facolta’ di Economia, una libica di 45 anni accusata di fare propaganda per la Jihad, anche attraverso Facebook. Khadiga Shabbi e’ accusata di istigazione e apologia di reato con finalita’ di terrorismo, con l’aggravante della dimensione transnazionale della condotta.

La donna e’ stata bloccata dalla Sezione antiterrorismo della Digos, che ha eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla procura e convalidato dal gip il quale pero’ ha detto no alla misura della carcerazione e disposto l’obbligo di dimora. Secondo i magistrati la ricercatrice propagandava sul suo profilo social i messaggi e i video di gruppi collegati all’Isis e sarebbe un ‘soggetto a disposizione’ dell’organizzazione terroristica Ansar Al Sharia Lybia. L’indagine e’ coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Calogero Ferrara. La donna, che risiederebbe a Palermo da tre anni, avrebbe tentato di far arrivare il nipote, ricercato per collegamenti con le milizie e avrebbe trasferito somme denaro per finalita’ sospette. E’ stata monitorata dalla polizia per diversi mesi e, secondo quanto si apprende, sarebbe imparentata con esponenti dell’organizzazione terroristica che avrebbe organizzato l’attentato all’ambasciata Usa in Libia nel 2012. Inoltre sarebbero emersi contatti con due foreign fighters, un del Belgio e’ uno del Regno Unito.

Il sostituto procuratore Geri Ferrara ha poi descritto un quadro allarmante legato a Khadgia Shabbi, con un nipote caduto come “martire” nella lotta per l’Isis, come lei stessa scrive in messaggi inneggiando ad «Allah che deve mangiare il cuore ai nemici».