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Cronache
Malore in cella per Totò Riina. "E' gravissimo", ma è giallo

Giallo sulle condizioni del capo della mafia: infarto, ictus o semplice indigestione? Di sicuro il boss Totò Riina è stato ricoverato in ospedale a Milano. Il capo dei capi, in passato già ricoverato per problemi cardiaci, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, sarebbe in condizioni gravi. Il boss di Cosa Nostra era stato già ricoverato in passato diverse volte all’ospedale San Paolo per alcuni controlli diagnostici.

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L’ex numero uno della mafia siciliana, arrestato nel 1993, è rinchiuso dal dicembre 2003 nella casa di reclusione in regime di 41 bis e deve scontare una dozzina di ergastoli. Riina, 79 anni, soffre da tempo di problemi cardiaci.

Si parla di ictus o infarto ma in realtà, secondo l'Ansa, gli esami clinici compiuti avrebbero stabilito che si tratta di un'indigestione e Riina potrebbe tornare già nelle prossime ore nel carcere di Opera.

Nelle scorse settimane avevano fatto discutere le sue ripetute minacce al pm di Palermo Nino Di Matteo. Durante l'ora d'aria aveva detto al mafioso della Sacra Corona Unita Lorusso: "Gli faccio fare la fine di Falcone".

LE MINACCE - Solo 8 giorni fa gli era stata recapitata una lettera di minacce. "Chiudi quella maledetta bocca". Destinatario Totò Riina. Firmato "Falange armata", proprio quella sigla che tra il 1992 e il 1993 rivendicava gli attentati e le stragi. La lettera arriva dopo le minacce del boss dal carcere: "Ricorda che i tuoi familiari sono liberi". L'esistenza di questa lettera, rivelata da Repubblica, riporta al tragico periodo delle stragi tra il 1992 e il 1993. "Falange armata" era la sigla che rivendicava gli attentati ai centralini delle agenzie di stampa e lanciava messaggi di terrore.

"Chiudi quella maledetta bocca - scrive l'anonimo a Riina - ricorda che i tuoi familiari sono liberi". Il finale della lettera lancia un altro messaggio inquietante: "Per il resto stai tranquillo, ci pensiamo noi". La lettera è stata sequestrata prima di arrivare a destinazione e ora è stata messa all'attenzione dei magistrati di Palermo e Caltanissetta.

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totò riinamafia
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