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Cronache
Toti: "Chiesi ai Testa voti per Cavo. Spinelli finanziava i miei comitati"
Giovanni Toti

Toti, il verbale:  "Chiesi ai Testa voti per Cavo. Spinelli finanziava i miei comitati politici dal 2015" 

E' formato da 27 pagine dattiloscritte il verbale chiuso ieri sera alle 20,01 dai pubblici ministeri Luca Monteverde e Federico Manotti che hanno interrogato per otto ore il governatore della Liguria Giovanni Toti accusato di corruzione e falso. "Con l'interrogatorio il presidente Toti ha spiegato quale sia stato il suo comportamento rispetto ai finanziamenti che sono avvenuti con la scrupolosa osservanza delle normative che lo regolamentano - ha detto l'avvocato Stefano Savi, che difende il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, in merito all'interrogatorio davanti ai pm -. Ha chiarito il significato delle richieste di finanziamenti a sovventori abituali che non erano collegate ad alcun tipo di favore e fatte in modo esplicito e diretto proprio nella convinzione di avere impostato i suoi interventi verso l'interesse pubblico". 

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Ecco alcuni dei passaggi di rilievo. Alla domanda se avesse chiesto finanziamenti all'imprenditore Spinelli, Toti afferma: "Non lo ricordo ma è possibile. Il gruppo Spinelli comincia a sostenere i miei comitati politici dal 2015 e questo rapporto è durato fino a ora. Voglio precisare che è possibile che avessi chiesto un finanziamento anche prima dell'incontro del 1 settembre 2021". 

Il presidente della Liguria afferma però nel verbale di "non ricordare di preciso" cosa rispose Spinelli alla sua richiesta. "Mi avrà detto - dice ai magistrati - che avrà fatto come sempre (...) poi scendendo dalla barca chiamai la segretaria perché mandasse la documentazione a Spinelli per fare il versamento". Alla domanda dei pm su cosa significasse la parola 'normale' riferita al finanziamento, Toti ha risposto: "intendevo dire con la parola 'normale' che lo avrebbe fatto come sempre". E ai pm che gli chiedono se ci fosse una correlazione tra la seduta del Comitato portuale e il finanziamento, Toti ha detto: "dal mio punto di vista non c'è alcuna correlazione, dato che Spinelli mi finanziava da lungo tempo. Dal punto di vista di Spinelli lui è 'uno che ci prova sempre'. Era comprensibile la sua insoddisfazione, Spinelli tutte le volte ti ricorda se puoi fare qualcosa per lui. Ripeto che non ho percepito alcuna correlazione".

"Davo una buona notizia a Spinelli e cioè che il 29 andava all'ordine del giorno la sua pratica (della proroga del Terminal rinfuse, ndr) e gli reiteravo la richiesta di finanziamento. Non ho posto in relazione le due cose, al massimo era una captatio benevolentiae. Volevo far vedere che mi ero interessato per velocizzare la pratica". é quanto si legge nel verbale dell'interrogatorio davanti ai pm di Genova del presidente della Liguria Giovanni Toti. I magistrati avevano chiesto al governatore come mai il 17 settembre 2021 a Spinelli al telefono avesse ricordato che 'il 28 va la tua roba ricordati che sto aspettando una mano'". 

Invitando il sindaco di Genova Marco Bucci a "raddrizzare Carozzi", il presidente della Liguria Giovanni Toti aveva l'obiettivo di "far allineare Carozzi e farlo convergere sulla posizione del presidente e degli uffici istruttori". E' quanto ha affermato lo stesso Toti rispondendo ad una domanda dei pm nell'interrogatorio di ieri, relativa al rinnovo della concessione del terminal Rinfuse, sottolineando di non ricordare se fosse stato Spinelli a chiedere un suo intervento sul sindaco di Genova. I magistrati hanno chiesto a Toti anche perché il 28 settembre del 2021 chiese a Signorini di "tenerlo aggiornato" sulla pratica e poi aggiunse: ""se ci sono guai intervengo in qualche modo". "Evidentemente - si legge nel verbale dell'interrogatorio di Toti - facevo riferimento ai possibili guai all'interno del Comitato (portuale, ndr)... dovevo aver avuto notizie di qualche malumore. Il mio intervento avrebbe dovuto essere volto a trovare una soluzione per arrivare all'approvazione" della proroga.

"Sicuramente chiesi espressamente i voti per Ilaria Cavo, parlando con uno dei due Testa. Il senso del mio intervento prosegue Toti - fu di chiedere di dare una mano alla Cavo nonostante le incomprensioni che c'erano state". Una delle accuse mosse dai pm Federico Manotti e Luca Monteverde è quella di voto di scambio, aggravato (per l'ex capo di gabinetto Matteo Cozzani) dall'aver agevolato la mafia. I due fratelli Arturo e Maurizio Testa, secondo l'accusa, erano i referenti della comunità riesina legata al clan Cammarata. "Si erano incontrati con Ilaria Cavo - ha continuato Toti - ma non le erano piaciuti...non ricordo che mi abbia parlato di richieste di posti di lavoro anche se era ovvio che i Testa avessero chiesto attenzione per la loro comunità...i fratelli Testa erano assillanti e presentavano persone chiedendo se potevamo dare una mano. Di certo non ho mai immaginato un collegamento diretto tra voti e posti di lavoro". Come mai in una riunione Cozzani espresse il timore di "essere squartato" dai fratelli? "Era un dialogo ironico", la risposta del governatore.

 

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