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Cronache

Etichettare con le "avvertenze" anche vino, birra e superalcolici. Come succede già per le sigarette. Questa la proposta di alcune associazioni di consumatori che si battono da anni affinchè anche sugli alcolici venga indicata la dicitura "favorisce il cancro", oltre che l'indicazione delle sostanze contenute nella bevanda, così come avviene per gli altri prodotti alimentari. In particolare si punta il dito contro arsenico, benzene, acrilamide e formaldeide, tutte sostanze con una massima potenza cancerogena.

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“Il rapporto causale tra alcol e cancro è certo e i tre casi di tumori che stiamo per portare in tribunale lo provano”. Il professore Gianni Testino, vice presidente nazionale della Società italiana di alcologia (Sia), Coordinatore del Centro Oncologico della Regione Liguria e Direttore dell'Unità operativa Alcologia dell'Istituto Scientifico per la Ricerca sul Cancro dell'Ospedale San Martino di Genova, insieme all'Associazione nazionale utenti di servizi pubblici (Assoutenti) e allo studio di avvocati “Conte e Giacomini” di Genova, sta portando in tribunale la sua battaglia per l'inserimento sulle etichette delle bevande alcoliche, sia della dicitura “favorisce il cancro”, sia dell'indicazione delle sostanze contenute nella bevanda.

I tre casi di tumore che saranno portati in tribunale a giugno (“abbiamo già tradotto le evidenze scientifiche in documenti giuridici, dobbiamo solo completare la raccolta dei testimoni”) proseguono la battaglia di Testino iniziata con una petizione al Parlamento Europeo sull'inserimento per legge dell'obbligo di etichettatura dettagliata per i prodotti alcolici, così come per gli altri prodotti alimentari. “Nonostante la petizione sia stata ritenuta ricevibile dal Parlamento Europeo, la richiesta è stata di fatto accantonata quando la questione è passata alla Commissione con l'incarico di effettuare un'indagine specifica sul problema, afferma Testino, di fatto le lobby dell'alcol, con le loro immense risorse economiche hanno avuto la meglio”.
 

“Eppure i dati dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) parlano chiaro - afferma Testino - : sono attribuibili all'alcol circa 40 per cento tumori del fegato, 18 per cento di quelli alla mammella, 20 per cento dell'intestino”. “Inoltre, in alcune regioni italiane circa il 60 per cento tumori vie aereo-digestive superiori è da alcol”. “Secondo l'Ocse invece - sottolinea Testino -, ogni anno in Italia ci sono 310 nuovi casi di cancro ogni 100.000 abitanti con una media superiore agli altri paesi dell'Ue e di questi 35 per cento sono da alcol, e 2 per cento da amianto”. Testino, insieme ad Assoutenti aveva portato in tribunale, per la prima volta in Italia, un caso di tumore nel 2011, “nonostante la causa stesse andando bene abbiamo però dovuto interromperla per motivi legati a ragioni di salute della donna - afferma il vice presidente della Società Italiana di Algologia -, con questi nuovi casi intendiamo concludere il processo”.

La richiesta che Testino rivolge ai produttori di bevande alcoliche ma soprattutto al Ministero della Salute è che sulle confezioni di vino, birra e superalcolici sia indicato che l'etanolo (contenuto in tutti i prodotti alcolici) è causa di cancro e siano segnalate le sostanze conteute, così come richiesto per altri alimenti. In particolare si fa riferimento a Arsenico, Benzene, Acrilamide, Nitroderivati, Formaldeide, Crilamide, Etilcarbamato (tutte sostanze del gruppo 1, ovvero con massima potenza cancerogena sull'umano, dell'Oms), che possono essere contenute o meno nelle bevande alcoliche. Testino sottolinea come queste informazioni sono fondamentali nella scelta consapevole del prodotto da parte del consumatore.

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