La superperizia genetica non ha trovato corrispondenze con il Dna degli undici indagati
Il gip di Trieste ha archiviato il procedimento sul caso Unabomber, accogliendo la richiesta della Procura. L’inchiesta era stata riaperta nel 2022 e riguardava Elvo Zornitta e altri dieci indagati. La chiusura arriva dopo l’esito della superperizia genetica discussa a fine ottobre.
Dalle analisi non sono emerse corrispondenze tra il materiale genetico estratto da alcuni reperti e il Dna di 63 persone coinvolte nel test, tra cui gli undici indagati. La Procura aveva chiesto l’archiviazione proprio dopo il risultato degli accertamenti scientifici.
Paniz: “Si è chiusa in maniera perfetta, senza declaratoria di prescrizione”
A rendere nota la decisione è stato il difensore di Zornitta, Maurizio Paniz. Il legale ha precisato che l’inchiesta “sì è chiusa in maniera perfetta, senza declaratoria di prescrizione”.
La chiusura del procedimento non arriva per prescrizione, ma dopo una valutazione degli elementi raccolti nella nuova fase investigativa. Per la difesa, quindi, l’archiviazione segna la fine del fascicolo senza una formula legata al decorso del tempo.
La superperizia genetica e il Dna di 63 persone
La riapertura dell’inchiesta nel 2022 aveva riportato al centro del caso gli accertamenti sui reperti. La superperizia genetica doveva verificare eventuali compatibilità tra il materiale raccolto e i profili delle persone coinvolte nel test.
Il risultato non ha portato a corrispondenze. Nessun collegamento è emerso tra il materiale genetico estratto da alcuni reperti e il Dna dei 63 soggetti esaminati, compresi Zornitta e gli altri dieci indagati.
Il procedimento si chiude così a Trieste. Resta il peso di uno dei casi più lunghi e controversi della cronaca italiana recente, con una nuova indagine riaperta nel 2022 e terminata senza l’individuazione di un responsabile.

